Alimena Estate 2012 – Martedì 28 Agosto – Presentazione del libro “Chinnicchennacche” di Maria Alleri

Alimena Estate 2012 - Presentazione del libro

Dopo “Un tiempu, o ma paisi”, presentato l’anno scorso all’ interno del programma Alimena Estate 2011 con cui l’ autrice, Maria Alleri, attraverso il racconto in dialetto siciliano tipicamente madonita, ha voluto rappresentare spaccati del vivere semplice, lento, spesso faticoso, che scorreva un tempo nei piccoli centri agricoli delle Madonie, domani Martedì 28 Agosto, presso la sala Balducci, Maria Alleril’autrice presenterà “Chinnicchennacche”, un progetto di raccolta dei documenti della cultura orale del territorio madonita, nel tentativo appassionato di collaborare al recupero ed alla divulgazione del patrimonio linguistico madonita per mantenere in vita delle tradizioni di grande importanza e di immenso valore.

INTRODUZIONE

La raccolta dei Proverbi e dei Modi di Dire risulta una importante documentazione della cultura orale di un popolo ed il suo interesse è connesso al fatto che la lingua si offre come testimonianza della realtà del luogo. Nel libro è stato elaborato il progetto di raccolta dei documenti della cultura orale di Bompietro e del territorio limitrofo, materiale che costituisce una componente essenziale della complessa e diversificata espressione dialettale del Parco Regionale delle Madonie. Con la loro raccolta non si intende insegnare nulla di nuovo ad una popolazione che ne fà ancora uso quale parte integrante e viva del suo linguaggio parlato, ma c’è lo scopo di voler documentare il retaggio culturale di una comunità così significativo, vasto e complesso. Lavoro già svolto da studiosi che hanno sapientemente scritto sull’argomento.

Quella che qui si presenta rimane una ricerca amatoriale, anche se svolta con una metodica scrupolosa; un tentativo appassionato di collaborare al recupero ed alla divulgazione del patrimonio linguistico madonita per mantenere in vita delle tradizioni di grande importanza e di immenso valore. Un omaggio doveroso alla gente passata che pur priva di istruzione ha saputo riflettere con acume e intelligenza sulle proprie esperienze ed al contempo esprimere e riferire le proprie intuizioni di vita. La raccolta non è finalizzata a delle elaborazioni critiche e documentarie secondo quelle condotte dagli esperti che operano nel settore con metodi scientifici, ma viene trascritto ciò che è stato spontaneamente ascoltato e registrato nella memoria, senza doversi riferire a regole autorevoli né per la traduzione nè per i significati attribuiti. Qui sono presentate soltanto delle espressioni dialettali reali e vere, accompagnate dalla versione personale dell’autrice in lingua italiana, che prescinde dal mero significato letterale per pervenire il più possibile, alla loro obiettiva interpretazione metaforica. La curiosità che mi ha spinta a rivisitare i proverbi è stata quella di verificare la loro modernità in rapporto ai nostri tempi. Oggi i detti riferiti all’ambiente agricolo e contadino, alla figura femminile, al maschilismo sembrerebbero anacronistici, mentre la conoscenza approfondita dei messaggi che tramandano rivelano l’attualità delle metafore che risultano perfettamente aderenti alla realtà odierna. Le massime si snodano come semplici leggi di vita quotidiana ed insieme compongono una tavola pedagogica ricca di preziosi insegnamenti per cui i proverbi, anche se nati nel passato, esprimono una saggezza universale che si può generalizzare al presente ed al futuro, similmente ad un abito classico che può essere indossato in ogni tempo con la certezza che è sempre di moda.

La scelta del titolo “Chinnicchennacche” è dovuta alla forza esoterica della parola che da sempre ha esercitato un fascino particolare sulla mia fantasia e stimolato la mia immaginazione. Il contenuto del libro, data la notevole mole di detti raccolti, è stato suddiviso in distinti capitoli che in sequenza completano il testo:

I Proverbi , I Modi di dire, Gli Indovinelli, I Paragoni, Le Cantilene, Le Filastrocche, Gli Scioglilingua, Le Invocazioni, Le Frasi di rito e I Racconti.

Una linea indefinibile differenzia a volte I Proverbi dai Modi di Dire, non tanto per il senso quanto per la forma che non risponde sempre all’imperativo categorico della massima. La classificazione in una delle due definizioni pertanto può risultare soggettiva.

Di alcuni Proverbi e Modi di Dire, nell’area della stessa parlata, può esistere più di una versione che in genere si differenzia dall’altra per la presenza di qualche termine diverso, mentre il significato intrinseco resta identico.

Il libro si apre con la terminologia dei Nomi Propri tradizionali e di quelli più diffusi, dei nomi relativi ai Mestieri ed alle Professioni del recente passato e degli appellativi denominati “‘Ngiuliu/‘Ngiuria” attribuiti alla gente come connotazione d’appartenenza.

PREFAZIONE

I Detti Siciliani sono delle forme comunicative immediate, incisive e dirette e danno luogo ad un’espressione breve, intensa ed allusiva che non concede divagazioni e non consente prolissità.

Vanno subito al sodo trasmettendo un messaggio chiaro e circoscritto che inchioda l’interlocutore e lo obbliga a focalizzare il vero senso.

Uno strumento sintetico ed efficace, quasi unico per chi non aveva il potere del parlare dotto ed era costretto ad attenersi all’essenziale. Espressioni da cui è esclusa la vanità del dire, delle chiacchiere fini a se stesse, dei giri di parole inutili ed oziosi.

Una ricchezza di messaggi verbali trasmessi come un’ondata di SMS pregni di significato e di profonde verità, che al contrario dei messaggini che risultano un impoverimento, hanno trovato nella sinteticità la loro forma più qualificante .

Trattati rapidi come fulmini, dai temi di vitale importanza quali la famiglia, l’amore, l’amicizia, la giustizia, il lavoro, il denaro, la fede ecc..dai cui contenuti emerge la cultura arcaica ed esperienzale di un popolo, il suo iter storico, il suo spirito etico e religioso.

Un quadro variegato infine di gente di cui traspaiono assieme alla diffidenza, alla rassegnazione ed all’indolenza, anche la caparbietà, la tenacia e la volontà e su cui sempre dominano ironia ed umorismo, due grandi risorse dell’uomo che con arguzia vi attinge in sua difesa .

I Proverbi Siciliani, come piccole pillole di saggezza, racchiudono nel loro significato l’essenza della filosofia di vita popolare e svelano in tono profetico e solenne la verità universale dell’uomo semplice e non colto, che ha dovuto trovare nel proprio vissuto risposte e soluzioni ai propri bisogni.

Non concetti precostituiti dunque, ma conquiste maturate nella ricerca di certezze più assolute, tra l’alterno avvicendarsi della speranza e della delusione, del sogno e della realtà, della fortuna e del disinganno.

Proferire le classiche frasi “comi dicìanu l’antichi”,”accussì facìanu l’antichi” conferma la credenza istintiva che ce li fa ritenere pregni dell’esperienza e della scienza popolare del passato, assurti a dogma col trascorrere del tempo.

Fedeli oracoli della sapienza antica, additano all’uomo che si dibatte e interroga sul senso della vita e sulle leggi del divenire, la via dell’equilibrio sospeso tra mistero e credenza, tra fede e scetticismo, tra arcano e terreno.

Esemplificazioni del senno trascorso, tramandate inalterate nella forma e nel contenuto, con dire breve e lapidario condensano ammonizioni e predizioni per allertare o rassicurare l’uomo inerme in balìa della fatalità e della casualità.

Momenti di riflessione per indecisi ed impulsivi, pessimisti ed euforici, paurosi ed impavidi , che fra timore e suggestione vivono continue sfide o accettano passivamente la sorte.

Lumi accesi come fiammelle disseminate a rischiarare il cammino impervio ed imprevedibile dell’esistenza cui ognuno idealmente pùo riferirsi ed ispirarsi per evitare conseguenze spiacevoli, scongiurare danni irreparabili, neutralizzare disgrazie preannunciate.

Ma la libertà di scelta quale dono inalienabile è dovuta all’uomo ed alla sua intelligenza, il quale deve esercitarla nel totale rispetto della natura e degli esseri viventi.


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