Alimena (Pa) – Dall’arroganza al ridicolo: l’Assessorato Regionale ristabilisce il Consiglio comunale. Ennesima figuraccia per Scrivano: “le surroghe sono obbligatorie”.
Dopo essersi avventurato in un contenzioso inutile, già perso in partenza, spinto fino al Consiglio di Giustizia Amministrativa e costato circa 14.000 euro di soldi pubblici, dopo aver ignorato pareri, giurisprudenza e richiami istituzionali, il Sindaco Scrivano colleziona l’ennesima figuraccia istituzionale.
Quella definitiva.
Come se non bastasse aver paralizzato per mesi il Consiglio comunale difendendo un’illegittima nomina a Presidente del Consiglio – bocciata in sequenza dall’Assessorato regionale, dal TAR e infine dal CGA – il Sindaco ha scelto di alzare ulteriormente il livello dello scontro, imboccando la strada più pericolosa: forzare le regole democratiche.
Prima ha spinto i propri consiglieri alle dimissioni, nel tentativo di sabotare il funzionamento del Consiglio comunale. Poi, con un’ordinanza priva di qualunque fondamento giuridico, ha addirittura dichiarato arbitrariamente decaduto il Consiglio, arrogandosi poteri che la legge non gli riconosce. Un atto non solo illegittimo, ma dal tono intimidatorio, rivolto anche a dirigenti e dipendenti comunali.
Nel frattempo, come se nulla fosse, ha persino premiato politicamente una delle principali protagoniste di questo disastro amministrativo, nominando in Giunta Maria Grazia Stella, la stessa ex Presidente del Consiglio la cui elezione è stata dichiarata illegittima in ogni sede giurisdizionale.
Una scelta surreale e che assume contorni grotteschi se si considera l’acrobazia etica della diretta interessata: la stessa Maria Grazia Stella che, non molto tempo fa, aveva abbandonato il gruppo del Sindaco – ma senza dimettersi per “rispetto degli elettori” – per presunte ragioni “etiche e morali”, in seguito alla nomina ad esperta del Sindaco dell’ex consigliera Furca, arrivando persino a sottoscrivere una lettera congiunta indirizzata alla Corte dei Conti e all’ANAC.
Oggi, invece, nel pieno del meschino tentativo di far decadere il Consiglio comunale, la medesima Stella rassegna le dimissioni e le motiva affermando che “sono venute meno le condizioni etiche, morali e legali per continuare”, paradossalmente proprio nel momento in cui semmai la legalità è stata invece ristabilita proprio dalle sentenze del TAR e del CGA.
Un ribaltamento totale. Un cortocircuito politico.
Un capovolgimento talmente clamoroso da rendere evidente che, in questo contesto, l’etica è una variabile dipendente dalla convenienza politica, e la coerenza un lusso sacrificabile. Il messaggio che passa è fin troppo chiaro: non contano le regole, non contano le sentenze, non conta la parola data agli elettori. Conta solo la disponibilità ad allinearsi, anche al prezzo del ridicolo istituzionale.
E non è finita.
Nel pieno di questa deriva, il Sindaco ha anche tentato in modo illegittimo di revocare l’incarico alla Segretaria comunale, colpevole di non voler più assecondare una gestione fondata su atti forzati, interpretazioni fantasiose e ordinanze creative. Un’operazione talmente azzardata da attirare l’attenzione della Prefettura e dell’ANAC, e che ha già prodotto ulteriori costi legali per l’Ente.
Poi arriva la realtà. Quella che, puntualmente, smentisce le narrazioni distorte.
Con un intervento tanto chiaro quanto inequivocabile, l’Assessorato regionale smonta la narrazione del Sindaco utilizzando persino la stessa sentenza del CGA n. 793/2024 del 16.10.2024 che Scrivano aveva impropriamente richiamato a sostegno delle proprie tesi. Una circostanza che certifica non solo l’inconsistenza della ricostruzione proposta, ma anche l’incapacità di comprendere — o la volontà di stravolgere — il significato di un testo giuridico limpido. Proprio sulla base di quella pronuncia, infatti, l’Assessorato ristabilisce il Consiglio comunale, richiamando un principio elementare dell’ordinamento degli enti locali:👉 le surroghe sono obbligatorie.
Ecco alcuni passaggi della nota dell’Assessorato:
“alla luce dei richiamati criteri normativi e giurisprudenziali allo stato non sussistono le condizioni per la dichiarazione di decadenza del Consiglio Comunale atteso che l’obbligo di procedere alle surroghe dei consiglieri non è stato soddisfatto;
la surroga del consigliere dimissionario costituisce un atto dovuto e, in quanto tale, non può essere impedita o venire a mancare per effetto di manovre dilatorie ed ostruzionistiche in seno al Consiglio comunale che paralizzino il regolare svolgimento della vita democratica dell’ente locale e il funzionamento dei suoi organi elettivi;
Ora, fermo restando l’eventuale accertamento delle responsabilità per le presunte condotte asseritamente dilatorie e strumentalmente tese a paralizzare il regolare svolgimento della vita democratica dell’ente, appare ineludibile, ancor prima che possa prendersi in considerazione la possibilità di dichiarazione della decadenza del Consiglio Comunale, che si proceda alla definizione dei suddetti procedimenti di surroga dei consiglieri;
Si prescrive la immediata convocazione del Consiglio Comunale (entro due giorni) al fine di consentire che i consiglieri dimissionari di cui è stata dichiarata la possibilità di surroga vengano sostituiti”.
In definitiva:
- Nessuna decadenza automatica.
- Nessun Consiglio sciolto per volontà del Sindaco.
- Nessun “colpo di mano” consentito.
Il castello di carta crolla definitivamente e l’asino stramazza a terra.
Dopo mesi di arroganza, di atti sbagliati, di sentenze ignorate e di interpretazioni capovolte, la Regione rimette le cose al loro posto, certificando ciò che era chiaro sin dall’inizio: il Consiglio comunale doveva e deve continuare a funzionare.
Resta ora una sola domanda, inevitabile e politicamente dirimente:
chi risponde di tutto questo?
Chi risponde dei soldi pubblici spesi inutilmente?
Chi risponde della paralisi istituzionale?
Chi risponde del discredito arrecato all’Ente e all’intera comunità?
Perché una cosa è certa: non si può continuare a scambiare l’arroganza per governo, l’ostinazione per leadership e l’illegalità per decisionismo.
Ora restano solo le sue dimissioni, signor Sindaco.
































































Buonasera,
che bella notizia!!!!!, anche questa volta i consiglieri Di Gangi, Magaddino e Geraci hanno fatto strike o come si direbbe al gioco del lotto hanno fatto TERNO ( CGA, TAR, DECISIONE DELLA REGIONE SICILIANA ).
Finalmente il podestà è stato smentito, ogni sua decisione ribaltata e annullata ivi compreso la determina di scioglimento del Consiglio Comunale. Che danno abnorme hanno provocato al Comune questi 2 soggetti, sia in termini economici che di immagine (sindaco e sig.ra stella).
Ora ritengo, anzi riteniamo che qualcuno dovrà pagare i danni e sicuramente la nota dell’Assessorato, ben articolata ed esplicativa come in appresso riportato, chiarisce ogni dubbio o equivoco: “ Ora, fermo restando l’eventuale accertamento delle responsabilità per le presunte condotte asseritamente dilatorie e strumentalmente tese a paralizzare il regolare svolgimento della vita democratica dell’ente, appare ineludibile, ancor prima che possa prendersi in considerazione la possibilità di dichiarazione della decadenza del Consiglio Comunale, che si proceda alla definizione dei suddetti procedimenti di surroga dei consiglieri per i quali tale ipotesi è stata dichiarata possibile.”
Mi chiedo e ci chiediamo noi tutti come i consiglieri comunali dimissionari hanno la faccia di giustificare le dimissioni considerato che in campagna elettorale hanno chiesto alla collettività il consenso, non provano vergogna o imbarazzo nei Loro confronti?????
E gli assessori come possono ancora avallare le scelte del primo cittadino??, rendetevi conto che siete precari e alla prima pedina collocata fuori dallo scacchiere avete la valigia pronta davanti la porta di Via Catania; abbiate uno scatto di orgoglio nei confronti dell’intera Comunità : “ DIMETTETEVI “ , diamo corso a una nuova era politica che possa risanare gli animi e il tessuto sociale lacerato mettendo a riposo il sindaco che appare stanco e provato.
Invitiamo tutti i Consiglieri Comunali in carica e i due che si insedieranno a lavorare saggiamente per la Collettività evitando e controllando gli sprechi, fatevi valere, chiedete alla Corte dei Conti di appurare e accertare eventuali responsabilità, la Collettività chiede conto e ragione di questi danni e danari spesi per una causa ingiusta finalizzata solo ad accontentare la sig.ra stella per aver, apparentemente, salvato la poltrona del sindaco da eventuale mozione di sfiducia.
Ora è tempo di far chiarezza, la Comunità è desiderosa di cambiamento e ha bisogno di una saggia amministrazione che sia presente e a contatto con la comunità evitando di rinchiudersi nelle stanze dei bottoni della casa del popolo o nella dimora del sindaco ove tanti seguaci e consigliori si recano per partorire le decisioni.
Finalmente il sindaco è stato smascherato , che abbi il coraggio, come chiede il Popolo di dimettersi e lasciare campo a chi vuole amministrare saggiamente il paesello e non sceglie di fare il sindaco per professione.
Una serena serata.