Alimena (Pa) – Dopo l’Assessorato e il TAR, anche il CGA boccia la nomina di Maria Grazia Stella a Presidente del Consiglio comunale. Ora qualcuno ne risponda
Con la pronuncia definitiva del Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) – che ha respinto il ricorso proposto dal sindaco Scrivano a testimonianza della sua assoluta inadeguatezza – si chiude, senza più alcun margine di interpretazione, la vicenda relativa alla nomina di Maria Grazia Stella a Presidente del Consiglio comunale.
Dopo il parere dell’Assessorato regionale, la sentenza del TAR e ora anche quella del giudice amministrativo di secondo grado, il quadro è ormai chiarissimo: quella nomina era illegittima.
Ma il problema è che lo era fin dall’inizio.
La questione, infatti, risultava evidente già alla luce della normativa di riferimento e della giurisprudenza consolidata. Non si è trattato di un vuoto normativo o di una zona grigia, ma di una scelta portata avanti per pura arroganza politica, ignorando consapevolmente pareri, rilievi e richiami che indicavano con chiarezza l’illegittimità della nomina.
Un’accanita arrogante ostinazione che oltre al licenziamento della Segretaria Comunale, figura di garanzia dell’ente, e alla produzione da parte del sindaco di provvedimenti privi di qualsiasi riferimento normativo – come la diabolica determina sindacale dal titolo “Ripristino della carica di Vicepresidente del Consiglio Comunale della Sig.ra Maria Grazia Stella” – ha prodotto un solo risultato concreto: un contenzioso inutile, già perso in partenza, che ha paralizzato il Consiglio comunale e ha comportato un costo (solo fino ad oggi) di circa 14.000 euro a carico della collettività.
Risorse pubbliche sprecate non per migliorare servizi, strade o strutture, ma per difendere una posizione che non stava in piedi né giuridicamente né politicamente.
Una bocciatura netta insomma che ricade interamente su chi ha sostenuto e difeso quella scelta fino all’ultimo, ignorando, minimizzando o strumentalizzando per mesi una sequenza di rilievi chiari e inequivocabili.
A questo punto la questione non è più solo legale, ma etica e politica.
Chi ha scelto di ignorare consapevolmente regole chiare e precedenti noti deve assumersene fino in fondo la responsabilità.
Le alternative sono due, entrambe limpide:
- l’amministrazione si fa carico personalmente del danno economico prodotto, restituendo alla collettività quanto indebitamente speso;
- oppure tragga le dovute conseguenze politiche e rassegni le dimissioni.
Non esistono terze vie, né scorciatoie narrative.
Continuare a far finta di nulla significherebbe normalizzare l’idea che l’arroganza istituzionale possa essere pagata dai cittadini senza conseguenze.
Ora che anche il CGA ha definitivamente chiuso la partita, è tempo di chiuderla anche sul piano politico.
Per rispetto delle istituzioni, delle regole e — soprattutto — dei cittadini.
#BASTASCRIVANO #DIMISSIONISUBITO































































Prego i due artefici della disfatta di farci un resoconto economico di quanto è costato questo scherzetto o piacere di qualcuno; forse sui 20.000,00 Euri??? Peccato, soldi sottratti ai bisogni della Comunità.
Basta scrivere un semplice esposto raccontando i fatti e allegando le 2 sentenze del TAR e CGA, sicuramente qualcuno leggerà.
Buone Feste a Tutti e come disse il buon Totò ” E io pago ”
Buon Natale e complimenti per il programma e le luminarie, mi ero confuso di essere a Parigi nei viali di Champs-Élysées; veramente complimenti a chi ci ha voluto illuminare e mortificare questo Santo Natale, i sordi erano forniti e a stento siamo riusciti ad illuminare il corso.
un caloroso abbraccio a Tutti: Scrooge McDuck o Paperon de Paperoni