Alimena (Pa) – La Democrazia di bronzo della Consigliera Stella
A parlare oggi di “democrazia partecipata” ci vuole davvero una bella faccia. Come si può parlare di partecipazione dei cittadini quando questa amministrazione ha scientemente paralizzato il Consiglio Comunale, l’organo centrale della democrazia locale?
Se poi a girare per il paese come paladina della “partecipazione democratica” è la stessa consigliera che — prima da Presidente illegittimo e poi da vice-presidente altrettanto illegittimo — pur di restare incollata alla poltrona ha innescato un contenzioso inutile, perso ancor prima di cominciare e costato circa 14.000 euro ai cittadini (soldi che avrebbero potuto finanziare servizi veri, non crociate personali), allora viene naturale domandarsi di quale raffinata lega sia fatto un simile coraggio.
Ma il paradosso più evidente riguarda proprio i progetti sottoposti ai cittadini. Su tre proposte presentate per destinare poco più di 11.000 euro, due sollevano seri problemi di opportunità politica:
• Luminarie di Natale – Si tratta di un intervento che dovrebbe essere finanziato con altri capitoli di bilancio, non sottraendo risorse ai fondi pensati per la partecipazione civica. Eppure, puntualmente, ogni anno ricompare tra le proposte “partecipate”, come se fosse impossibile programmarlo correttamente in sede di bilancio.
• Presepe Vivente 2025 – Un’iniziativa riconducibile all’associazione nella quale la stessa consigliera è stata attiva fino al momento delle sue dimissioni per entrare in Consiglio. Una sovrapposizione di ruoli e interessi che, almeno sotto il profilo politico, configura un conflitto di opportunità fin troppo evidente.
In queste condizioni, parlare di “democrazia partecipata” rischia di trasformarsi in uno slogan vuoto, utilizzato per legittimare scelte già prese altrove o per sostenere progetti che nulla hanno a che vedere con un reale processo partecipativo.
Qui la democrazia non viene partecipata, viene usata, manipolata a piacimento, trasformata in un contenitore da riempire con iniziative autopromozionali e spese che nulla hanno a che vedere con il coinvolgimento dei cittadini.
La partecipazione vera è un’altra cosa.
Richiede rispetto per le istituzioni, per i soldi pubblici e per l’intelligenza delle persone.
Tutto ciò che in questo momento — purtroppo — risulta assente.
































































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