Alimena (Pa) – La festa patronale non può diventare il pretesto per continuare a calpestare le regole
Dopo la variazione d’urgenza al bilancio, adottata dalla Giunta il 17 agosto senza che fosse chiarita alcuna reale emergenza, per reperire risorse destinate alla festa patronale, e che per avere effetto dovrà comunque essere ratificata dal Consiglio Comunale, arrivano adesso altri atti che rendono ancora più evidente il disastro amministrativo nel quale Scrivano ha trascinato il Comune di Alimena, del quale è, politicamente, unico e solo responsabile. Un disastro che non riguarda soltanto il fallimento della programmazione estiva, ma anche l’immagine e la reputazione che, agli occhi di chi guarda da fuori, rischia di essere associata a un’intera comunità.
In gestione provvisoria e senza un bilancio 2026 ancora approvato, il Comune ha assunto, incredibilmente, tre impegni di spesa per luminarie, addobbi floreali e fuochi d’artificio, per complessivi €8.598,78.
Le determine parlano chiaro: le spese vengono impegnate sul redigendo bilancio 2026, anziché nei limiti dei dodicesimi previsti dalla legge (art. 163 del TUEL). Per le sole luminarie sono stati impegnati €6.098,78, altri €1.500 per gli addobbi floreali e €1.000 per i fuochi d’artificio, peraltro soltanto quelli mattutini e successivi alla Messa solenne.
Ma non è finita qui.
Ieri, 25 agosto, ancora una volta da remoto e in videoconferenza, la Giunta ha approvato la Delibera n. 53, con la quale invita gli uffici a verificare la possibilità di utilizzare fino a €22.000 del capitolo dei Servizi Turistici per una «programmazione minima ed essenziale» della festa patronale.
È vero: la stessa delibera precisa di non costituire, di per sé, un impegno di spesa né un’autorizzazione ad affidare servizi. Ed è proprio questo il punto. Saranno gli eventuali successivi atti gestionali a dover dimostrare concretamente il rispetto della gestione provvisoria e dei limiti imposti dalla legge.
In sostanza, un indirizzo politico che rischia di trasformarsi in una pressione sugli uffici, lasciando ai funzionari il peso delle responsabilità nel caso decidessero di darvi seguito. Come se gli impegni di spesa, di cui sopra, già assunti non fossero sufficientemente problematici in termini di correttezza dell’azione amministrativa, regolarità contabile e relativa copertura finanziaria, ai sensi dell’art. 147-bis e dell’art. 153, comma 5, del D.Lsg 267/2000.
Il quadro è ormai surreale: prima si arriva all’ultimo momento perché si è tentato di sabotare il Consiglio Comunale, poi si forza — per usare un eufemismo — la macchina amministrativa per cercare di salvare la faccia con una festa ormai irrimediabilmente compromessa, dopo un’estate che ha lasciato una ferita profonda nella comunità.
E mentre Scrivano continua sui social a dispensare lezioni sulla dignità degli altri cittadini e a screditare chiunque osi esprimere un’opinione diversa, forse sarebbe arrivato il momento di preoccuparsi della dignità dell’istituzione che rappresenta.
Perché l’estate 2026 è ormai segnata: una delle peggiori, se non la peggiore, programmazione estiva che Alimena ricordi. Continuare a forzare procedure, mettere a rischio e in difficoltà i funzionari e rincorrere all’ultimo momento soluzioni per rimediare a una programmazione fallita non cancella il danno: lo aggrava e rischia di trasferirne le conseguenze sulla gestione futura.
A questo punto, più che nuovi comunicati, nuove accuse e nuove forzature, ci sarebbe una sola scelta politicamente dignitosa:
DIMETTERSI.
E magari Santa Maria Maddalena, questa volta, potrebbe davvero liberarci da questo male: non dalla festa, ma da una gestione amministrativa che continua a dimostrare, giorno dopo giorno, la propria inadeguatezza.
Nel frattempo, per venerdì 28 agosto alle ore 22:00, è stato convocato il Consiglio Comunale.
L’auspicio è che i Consiglieri, senza lasciarsi condizionare dall’assurdo principio del “meglio non mettersi contro la festa”, abbiano il coraggio di fare fino in fondo ciò per cui sono stati eletti: tutelare l’interesse pubblico, il bilancio dell’Ente e il rispetto delle regole.
Perché una festa dura una sera. I danni di una cattiva amministrazione possono durare anni.
La seduta potrà essere seguita in diretta qui.




















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