Alimena (Pa) – Legalità come scelta di vita: gli studenti dell’IC Castellana Sicula – Polizzi Generosa – Alimena in viaggio tra memoria e impegno civile

Alimena (Pa) - Legalità come scelta di vita: gli studenti dell'IC Castellana Sicula – Polizzi Generosa – Alimena in viaggio tra memoria e impegno civile

A pochi giorni dalla Giornata della Legalità del 23 Maggio, l’Istituto Scolastico Comprensivo Castellana Sicula – Polizzi Generosa – Alimena porta i suoi ragazzi nei luoghi simbolo della lotta alla mafia.

Il 23 maggio ricorre la Giornata della Legalità, istituita per non dimenticare le stragi mafiose di Capaci e Via D’Amelio, in cui nel 1992 persero la vita i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Francesca Morvillo e gli agenti delle loro scorte. In tutta Italia, e in particolare a Palermo, scuole e istituzioni promuovono iniziative educative per tramandare i valori di giustizia, memoria e cittadinanza attiva. Quest’anno, tra le esperienze più significative, spicca quella vissuta dagli studenti dell’Istituto Comprensivo Castellana Sicula – Polizzi Generosa – Alimena, protagonisti di un percorso formativo che ha trasformato la memoria in emozione e la legalità in scelta concreta di vita.

Un progetto che unisce lettura, incontro e territorio

Tutto nasce nell’ambito di “La Sicilia che racconta“, progetto promosso dall’Assessorato dell’Istruzione della Regione Siciliana con l’obiettivo di avvicinare gli studenti alla lettura e alla scrittura attraverso il patrimonio letterario e linguistico dell’isola. Il percorso si articola in tappe progressive: leggere, incontrare gli autori, visitare i luoghi narrati, per poi costruire insieme un’antologia collettiva. L’Istituto Comprensivo ha scelto di orientare il proprio cammino attorno a un tema forte e necessario: la legalità.

Via D’Amelio: dove la storia incontra il presente

La giornata ha preso il via a Palermo, in Via D’Amelio — luogo simbolo della memoria civile italiana — dove gli studenti hanno incontrato Mari Albanese, scrittrice originaria degli stessi territori delle Madonie, autrice di Io Felicia, testo adottato nell’ambito del progetto, e di Cinque vite, dedicato agli uomini della scorta di Paolo Borsellino. Le pagine dei libri hanno preso vita attraverso le parole dell’autrice, mostrando ai ragazzi come la letteratura possa essere strumento di conoscenza, consapevolezza e impegno civile.

Sotto l’Albero della Pace, il gruppo è stato accolto da Marcello Longo, Presidente dell’Ottava Circoscrizione di Palermo, e dal presidio del Movimento Agende Rosse — che, come ogni 19 del mese, rinnova la memoria attraverso testimonianza e presenza attiva.

Il momento più toccante è stato quello con Pina Catalano, sorella di Agostino Catalano, uno degli agenti della scorta del giudice Borsellino. Le sue parole hanno restituito un volto umano alle pagine della storia, facendo comprendere ai ragazzi il valore del sacrificio, della dignità e del dovere di ricordare.

Cinisi: dove la libertà è diventata cultura

Il viaggio è proseguito a Cinisi, all’interno di un bene confiscato alla mafia già appartenuto al boss Tano Badalamenti, oggi restituito alla collettività e trasformato in luogo di cultura e libertà. Qui gli studenti hanno incontrato Luisa Impastato, nipote di Peppino Impastato e presidente dell’Associazione Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato.

In una sala arricchita dalle opere di Gaetano Porcasi — pittore che ha dedicato la sua arte ai professionisti dell’informazione vittime della mafia — Luisa ha raccontato la storia dello zio: il coraggio delle sue scelte, il valore della parola libera, la forza dell’impegno civile contro il potere mafioso. Un messaggio potente, sintetizzabile in una frase che i ragazzi porteranno con sé: la libertà inizia quando il diritto sostituisce il favore.

La visita alla casa di Peppino Impastato — il luogo della sua infanzia, della sua militanza, delle sue poesie — e il percorso delle maioliche che riportano pensieri di uomini liberi, segnando simbolicamente i celebri “100 passi”, hanno completato un’esperienza che difficilmente si dimentica.

La legalità non si studia, si vive

Questa giornata ha dimostrato che la legalità non è un argomento da affrontare in classe: è un valore da vivere ogni giorno, attraverso scelte, comportamenti e responsabilità. Portare gli studenti nei luoghi dove uomini e donne hanno pagato con la vita il loro impegno per la giustizia, accompagnati da una scrittrice che di queste storie ha fatto una missione culturale e civile riconosciuta a livello nazionale, significa costruire cittadini consapevoli, capaci di riconoscere il valore di ciò che spesso si dà per scontato.

Mentre il 23 maggio si avvicina e l’Italia si prepara a ricordare Falcone, Borsellino e tutti coloro che sono caduti nella lotta alla mafia, esperienze come questa ci ricordano che la memoria non è un rito formale: è il terreno su cui crescono le radici di una società più giusta.

Mari Albanese: quando la letteratura diventa coscienza civile

Al centro di questo percorso c’è una figura di straordinario rilievo: Mari Albanese, scrittrice originaria delle stesse Madonie – nello specifico di Alimena, la cui opera sul tema della legalità ha ormai varcato i confini regionali per affermarsi come punto di riferimento in numerose scuole siciliane e italiane. I suoi libri non sono semplici testi da leggere: sono strumenti didattici veri e propri, adottati da istituti di tutta la penisola che riconoscono in essi una capacità rara di fare della storia una leva di coscienza.

Io Felicia — adottato nell’ambito del progetto — racconta la storia di Felicia Bartolotta Impastato, la madre di Peppino, una donna che ha scelto la verità contro il silenzio imposto dalla mafia. Cinque vite, l’altro testo al centro del percorso didattico, restituisce umanità e volto agli uomini della scorta di Paolo Borsellino: non eroi astratti, ma persone con storie, famiglie, paure e un coraggio che merita di essere conosciuto e ricordato.

Il valore di questi libri sta proprio in questo: non celebrano la legalità come un concetto astratto, ma la incarnano in esistenze reali, rendendola accessibile e comprensibile anche ai più giovani. Non è un caso che siano entrati stabilmente nei programmi scolastici di così tante realtà diverse: c’è una qualità letteraria e civile che resiste alle mode e si impone per forza propria.

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