Alimena (Pa) – Scrivano tradisce le indicazioni del TAR e non procede alle surroghe. Addirittura a convocare il Consiglio Comunale è la ex-Consigliera, soggetto privo di titolo e competenza, Maddalena Mascellino
L’assurda vicenda amministrativa del Comune di Alimena tocca un nuovo, sconcertante capitolo.
Dopo mesi di ordinanze illegittime, ricorsi infondati e relativo sperpero di risorse pubbliche, il Sindaco Scrivano, come preannunciato, apre ufficialmente un nuovo fronte di becero ostruzionismo e cioè ignorare le indicazioni del TAR di procedere alle surroghe e continuare a muoversi secondo una logica tutta sua, che appare sempre più perversa e ridicola sotto ogni punto di vista: giuridico, politico, morale e di rispetto verso la Comunità amministrata.
Il paradosso esplode proprio nella mattinata di ieri: a firmare la convocazione del Consiglio Comunale per oggi 9 Aprile, infatti, non è il Consigliere anziano Giovanni Di Gangi — come previsto dalla normativa vigente — bensì la consigliera Mascellino, la cui decadenza era stata formalmente ratificata dal Segretario Comunale – con tanto di comunicazione in Assessorato – e le cui dimissioni, protocollate in data 28 dicembre 2025, erano state per settimane richiamate dal Sindaco stesso come uno degli elementi alla base della tesi sulla decadenza dell’intero Consiglio Comunale, smontata poi pezzo per pezzo dal TAR.
Ora quelle stesse dimissioni vengono improvvisamente riesumate e considerate non valide.
Un ribaltamento totale.
E, come già chiarito dal TAR, una valutazione che il Sindaco non ha nemmeno il potere di compiere.
Il risultato è un grottesco cortocircuito: la consigliera che fino a ieri “serviva” per far decadere il Consiglio, oggi torna protagonista e addirittura convoca l’assemblea, come se nulla fosse.
In sintesi: partecipa e convoca il Consiglio Comunale chi, secondo le indicazioni del TAR, dovrebbe essere sostituito.
E il motivo è intuibile: il suo rientro in aula modificherebbe gli equilibri numerici, rendendo di fatto impossibile raggiungere i due terzi necessari per l’approvazione della mozione di sfiducia già pronta contro il mistificatore seriale.
Immediata la contestazione da parte del Consigliere anziano e del suo gruppo che in attesa della legittima convocazione in sintonia con l’Assessorato regionale, precisa come “tale convocazione risulta illegittima, in quanto adottata da soggetto privo di titolo e competenza“.
Nel frattempo, sul fronte giudiziario, il “primissimissimo cittadino” ha presentato un nuovo ricorso al CGA — stavolta contro la sentenza del TAR che aveva annullato tutte le sue ordinanze.
Un ricorso che si aggiunge a quello già presentato pochi giorni fa contro la sentenza del TAR che aveva dichiarato perfettamente legittimo il decreto assessoriale con cui era stato nominato il Commissario ad acta per procedere alle surroghe.
Una sequenza di impugnazioni che, alla luce di pronunce giurisdizionali inequivocabili, appare del tutto incomprensibile: non solo per l’evidente assenza di un reale fondamento giuridico, ma soprattutto per l’abnormità dei costi — insostenibili per un ente di queste dimensioni — che ormai sfiorano, e con ogni probabilità supereranno, i 70.000 euro. Una vergogna senza precedenti.
Nel frattempo si muove anche Massimiliano Cipriano, il consigliere che avrebbe dovuto subentrare alla ex-consigliera Mascellino in forza della surroga che si vuole appunto impedire e che infatti non è stata inserita all’ordine del giorno di questa surreale convocazione.

Con una nota articolata – la prima proveniente da qualcuno appartenente alla “vera opposizione” dopo mesi di conclamata illegittimità istituzionale – inviata a tutte le autorità competenti — dal Presidente della Regione Siciliana al Prefetto di Palermo, dal Commissario ad acta al Comando dei Carabinieri e alla Procura della Repubblica — Cipriano ha diffidato il Vicesegretario comunale Dott. Antonio Cicero e i Responsabili degli uffici competenti “dal compiere qualsiasi atto volto a cristallizzare la situazione amministrativa in assenza del preventivo espletamento della sua surroga“, riservandosi di adire le competenti sedi giudiziarie per la tutela dei propri diritti e per l’accertamento delle responsabilità civili e penali.
La convocazione del Consiglio per la mattinata di oggi alle ore 11.00 – al quale ovviamente nessuno dei Consiglieri in carica prenderà parte – si configura dunque come un atto di certa illegittimità su più fronti: la firma di una consigliera la cui decadenza è già agli atti, lo scavalcamento del Consigliere anziano attraverso un fantomatico “scorrimento dell’anzianità” non previsto da alcuna norma, e il tutto in spregio alle ordinanze cautelari del TAR che imponevano di procedere a tutte le surroghe disponibili.
Un atto che evidenzia ulteriormente la gravità della situazione: non solo le surroghe non vengono effettuate, ma si arriva persino a ignorare il diritto di chi dovrebbe legittimamente subentrare, configurando — come sottolineato dallo stesso Cipriano nella sua nota — una possibile elusione dei provvedimenti della Magistratura Amministrativa e persino un’ipotesi di omissione di atti d’ufficio.
Ad Alimena, in attesa che le autorità sovracomunali intervengano con la necessaria fermezza, la comunità assiste a uno spettacolo che sarebbe grottesco se non fosse istituzionalmente gravissimo.
E la domanda è una sola:
fino a quando sarà consentito tutto questo?


































































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