Democrazia partecipata o fondi dirottati? Ad Alimena anche il 2026 conferma un copione già visto
Anche quest’anno la cosiddetta “democrazia partecipata” ad Alimena si trasforma, nei fatti, in qualcosa di molto diverso da ciò che la legge aveva immaginato.
Non è un episodio isolato. Non è un errore occasionale. È un metodo.
Ogni volta che la democrazia partecipata è stata gestita dall’Amministrazione guidata dal Giuseppe Scrivano, quello che dovrebbe essere uno degli strumenti più importanti di coinvolgimento dei cittadini si è progressivamente trasformato in una semplice formalità, svuotata del suo significato originario.
La legge regionale ha introdotto questo strumento con un obiettivo ben preciso: destinare una quota del bilancio comunale alle idee e ai progetti proposti direttamente dai cittadini e dalle associazioni, consentendo alla comunità di decidere come impiegare quelle risorse.
Ad Alimena, invece, sembra essersi consolidato un modello completamente diverso. Le risorse vengono progressivamente ricondotte nella piena disponibilità dell’Amministrazione, mentre la partecipazione dei cittadini diventa sempre più marginale, fino a trasformarsi in una mera ratifica di decisioni già assunte.
Anche il 2026 conferma questo schema.
Sulla carta il Comune ha pubblicato un avviso invitando cittadini e associazioni a presentare idee progettuali nei settori dello sviluppo economico e turistico, delle aree verdi e delle attività culturali, sportive e ricreative.
Peccato che, secondo quanto emerso durante l’incontro preliminare, alle uniche due associazioni presenti – Pro Loco e Casazza – sarebbe stato chiesto di non presentare alcun progetto. Una circostanza che rappresenta l’esatto opposto dello spirito della democrazia partecipata.
Eppure, nei verbali ufficiali non compare alcun riferimento a questo invito. Al contrario, si parla di garantire “l’opportunità a tutti di partecipare”, con addirittura l’assessora Bausone che conclude l’incontro ringraziando i partecipanti e invitando la comunità “a dare sempre il proprio input progettuale, così che si possa realizzare una sana politica di democrazia partecipata“.
Ma la “sana politica” di partecipazione, nei fatti, è rimasta soltanto sulla carta.
Le risorse della democrazia partecipata, pari a circa 10.500 euro, non finanzieranno idee nate dai cittadini o dalle associazioni, ma saranno interamente assorbite dall’Amministrazione comunale.
Il modulo sottoposto ai cittadini prevedeva infatti una sola proposta: “Tradizione, Fede e Comunità – festeggiamenti in onore di Santa Maria Maddalena 2026”, senza alcuna alternativa sulla quale esprimersi.
Secondo quanto annunciato dall’Amministrazione, una parte delle risorse sarà inoltre destinata anche alle luminarie natalizie, cioè a iniziative che normalmente vengono finanziate attraverso gli ordinari capitoli di bilancio e non con fondi destinati alla partecipazione dei cittadini.
A rendere ancora più evidente il fallimento dello strumento è il dato della partecipazione.
Il verbale ufficiale certifica che sono state presentate appena 50 schede, delle quali 42 valide e 8 nulle.
Numeri che parlano da soli.
Quando ai cittadini viene sottoposta una sola proposta predisposta dall’Amministrazione, senza alcun confronto tra idee diverse, non si può più parlare di democrazia partecipata nel senso autentico del termine. Si tratta, piuttosto, di una ratifica di decisioni già assunte.
L’impressione è che, di fronte al prevedibile fallimento dell’estate alimenese 2026 – conseguenza anche delle gravi vicende istituzionali che hanno interessato il Consiglio comunale – Giuseppe Scrivano abbia deciso di recuperare risorse destinate esclusivamente ai cittadini per finanziare iniziative che il Comune avrebbe dovuto programmare e sostenere autonomamente e che avrebbero dovuto trovare copertura altrove, come i festeggiamenti patronali e, come per gli anni precedenti, anche le luminarie natalizie.
È una scelta politica che svuota completamente la finalità dello strumento previsto dalla legge regionale.
La democrazia partecipata non nasce per sostituire i capitoli di bilancio dell’Amministrazione. Nasce per raccogliere idee, valorizzare il volontariato, coinvolgere associazioni e cittadini nelle scelte pubbliche.
La domanda, allora, è inevitabile: ha ancora senso parlare di democrazia partecipata quando i cittadini non sono realmente messi nelle condizioni di proporre e scegliere tra progetti diversi? Oppure siamo di fronte all’ennesima operazione che utilizza il nome della partecipazione per destinare risorse pubbliche a decisioni già assunte dall’Amministrazione?
Ma il problema non è soltanto una democrazia partecipata svuotata del suo significato, ridotta a una formalità, con un’unica proposta pre-confezionata e appena 42 schede valide a decidere la sorte di 10.500 euro pubblici.
Il problema, in generale, è sempre lo stesso: un modo di governare il cui unico risultato è intossicare il clima civico del paese, alimentando disillusione, rassegnazione e sfiducia. Perché quando i cittadini smettono di credere che la loro voce — quella espressa nelle urne, nei consigli comunali, nelle schede di partecipazione — possa davvero incidere sulle scelte pubbliche, a perdere non è l’opposizione, non sono le associazioni e nemmeno chi oggi denuncia questi fatti. A perdere è l’intera comunità alimenese.
Assessora Bausone, forse sarebbe più dignitoso per lei, e utile per la Comunità, rassegnare le dimissioni.

































































Dott Albanese,
saggia riflessione e disamina del caso; Le vorrei ricordare che l’assessoressa è neofita al ruolo e bisogna capire le difficoltà interpretative e operative incontrate e che disciplinano questo importante strumento come la ” Democrazia Partecipata “.
Dott Albanese a ma fari a festa da Maddalena e i sordi sono forniti a causa delle spese Legali già pagate e da pagare ( Euro Settantamila ), d’antronde l’assessoressa compagna del sindaco deve fare figura a qualsiasi costo; ma sorge un dubbio legittimo, i soldi sono per la prossima Estate 2027 e per la Santa Patrona 2027???
Abbiate il coraggio di utilizzare i capitoli di bilancio previsti e scendete in campo anche con la raccolta; i Cittadini Vi aspettano con le braccia aperte, anzi anticipatela, fremiamo tutti per darvi una mano e farvi fare un figurone.
” Itivinni a casa ” , non avete neanche il coraggio di essere presenti e vicini alla Comunità anche per spiegare le vicissitudini che come uno ” Tsunami ” stanno investendo il Comune di Alimena.
Uscite dalla casa Comunale, i Cittadini vi aspettano, non utilizzate i canali social per informarci di ciò che succede.
Assessoressa, la Democrazia Partecipata ad Alimena è solo “Utopia ” e lei e i suoi colleghi vi siete perfettamente adeguati ai modi comportamentali e di pensiero del sindaco come: A ma fari accussì e come dico io “.
Povera Alimena
Una serena Estate 2026 a tutti i Cittadini Arminisi
Un caro saluto
Mariuzzu