Alimena (Pa) – Stalking e minacce ai vicini, dietrofront: ripristinato il divieto di dimora ad Alimena per il 61enne
Impossibile attuare le prescrizioni alternative previste dal Riesame: scatta la misura indicata dagli stessi giudici in caso di non fattibilità tecnica
Dura meno di quarantotto ore il ritorno ad Alimena del 61enne indagato per presunti atti persecutori e minaccia aggravata ai danni di tre vicini di casa. Oggi i carabinieri della Stazione di Alimena hanno dato esecuzione al ripristino del divieto di dimora nel territorio comunale, a pochi giorni dalla decisione del Tribunale del Riesame di Palermo che aveva accolto parzialmente il ricorso della difesa.
Con l’ordinanza del 26 ottobre scorso, i giudici del Riesame avevano annullato il provvedimento del Gip di Termini Imerese limitatamente al divieto di dimora, confermando invece il divieto di avvicinamento alle persone offese e ai luoghi da loro frequentati, cioè abitazione e luogo di lavoro. L’indagato era stato autorizzato a restare nella propria abitazione, ma con precise condizioni: concordare in anticipo con l’autorità di pubblica sicurezza il tragitto da percorrere per uscire di casa e allontanarsi dall’area di rispetto, fissata in mille metri dalle persone offese, e per il percorso inverso.
La stessa ordinanza prevedeva però una clausola: qualora l’organo incaricato dell’esecuzione avesse accertato la non fattibilità tecnica, anche operativa, delle modalità di controllo indicate, si sarebbe applicata nuovamente la misura del divieto di dimora ad Alimena. È quanto accaduto: non è stato possibile garantire il rispetto della distanza minima di mille metri dalle persone offese, che sono vicini di casa dell’indagato. Di conseguenza il divieto è tornato in vigore, con esecuzione in data odierna. Il contenuto del provvedimento è stato comunicato oggi dai carabinieri anche alle persone offese.
Una svolta che ridimensiona i toni con cui, nelle scorse ore, l’indagato aveva commentato sui social la decisione del Riesame, ringraziando il proprio legale e rivolgendo espressioni offensive nei confronti di chi lo ha denunciato. Il procedimento resta nella fase delle indagini preliminari, e per l’uomo vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.






















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