“Alimena: dalla antica Miskan ai nostri giorni” di Salvatore Di Paola (1963). Disponibile la copia digitale
C’è una frase, nelle pagine di Salvatore Di Paola, che vale come chiave di lettura dell’intero volume: citando l’archeologo Biagio Pace, l’autore ricorda che anche un minuscolo coccio di argilla, oltre al valore scientifico, ha la sua poesia. È esattamente ciò che accade sfogliando “Alimena: dalla antica Miskan ai nostri giorni”, opera pubblicata nel 1963, conservata presso la Biblioteca Francescana di Palermo (+39 091.6113622 – bibliotecafrancescana.pa@gmail.com) e oggi resa fruibile in formato digitale da alimenaonline.eu.
Geometra, appassionato studioso della sua terra (fu tra i primi a proporre un collegamento sottomarino tra Sicilia e Calabria), Di Paola (nato ad Alimena il 4 Marzo 1917 da Crocifissa Librizzi e Giuseppe Di Paola, trasferitosi a Palermo il 18 Maggio 1937 e morto a Roma il 23 Dicembre 1975) consegna ai lettori un ritratto a tutto tondo del paese: storia, archeologia, economia, fede, costumi.
Il cuore del libro è la Balza Areddula, dove secondo Michele Amari sorgeva Miskan, città distrutta dai Musulmani nell’843. Preziosissime le fotografie (di Gianni Cammarata) dei reperti raccolti con pazienza da Gaetano Giunta, che nella propria abitazione aveva dato vita a un piccolo museo archeologico per valorizzare il suo paese natale: anfore, statuine, oggetti d’uso di epoca greca e romana che oggi dovrebbero trovarsi presso la Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Palermo, in attesa di tornare a casa.
La versione digitale del libro aggiunge anche l’articolo della Sicilia del Popolo del 9 novembre 1957 – non incluso nel volume cartaceo ma inserito per completezza documentale – sul sopralluogo della soprintendente Jole Bovio Marconi, che riprendeva la promessa di scavi fatta trent’anni prima dal marito Pirro Marconi e mai realizzata per la sua morte prematura.
Ma il libro è anche uno scrigno di curiosità. Si scopre che il primo cittadino di Alimena fu Antonio di Rosa, battezzato il 28 febbraio 1640, e che i primi abitanti arrivarono da Petralia Soprana, Nicosia e Caltanissetta. Che il primo nome del borgo sarebbe stato «Mazza», dall’insegna di una bettola con un leone che stringeva una clava, e che il suo proprietario, mastro Giovanni, avrebbe ospitato San Francesco di Paola di passaggio lungo la trazzera regia. Che il campanile della Chiesa Madre ha tre orologi, ma manca proprio quello rivolto verso la casa dell’arciprete Torre, quasi a ricordare che era lui a dover servire il popolo e non il contrario. Che il salgemma locale era vantato come «il più gustoso del mondo», che la fiera del bestiame di fine agosto era considerata la più importante dell’Isola e che un contadino guadagnava 500 lire al giorno d’inverno e fino a 4.000 durante la mietitura. E ancora: la cuccìa di Santa Lucia, le minestre distribuite per San Giuseppe, le strade illuminate ad acetilene prima dell’arrivo dell’elettricità, un Comune che allora non aveva uno stemma proprio ma possedeva lo «Stemma Regale» con la scritta: «Universitas Terrae Alimenae».
Non manca un ritratto franco, e a tratti pungente, degli alimenesi, chiamati nella parlata locale Arminisi. Così l’autore ne descriveva i «caratteri psichici»:
«Di buona indole, morali; il contadino serba le stesse qualità, benché spesso corrotto da mali insinuatori; è pure sobrio e avvezzo al risparmio; religioso più che per tradizione, spesso superstizioso; diffidente ed ignorante; non manca però qualche maligno-ignorante-mutrioso che si presta facilmente ai voleri criminali di un terzo.»
E per chi ama ritrovare nomi e famiglie, ecco l’elenco dei sindaci e commissari che, secondo Di Paola, hanno rappresentato il Comune dal 1860 al 1963:
«BRUCATO Andrea, TEDESCO Francesco, – Marchese di Bonfornello – Commissario nel 1872 CALABRESE Calogero, CALABRESE Santi, TEDESCO Cav. Giuseppe, TEDESCHI Avv. Cav. Uff. Salvatore, MILANO Pietro GIAIMO Dr. Salvatore, Glorioso Salvatore, CALABRESE Antonino, Podestà GIAIMO Dr. Salvatore, RASPANTE, DI BLASI F. Giuseppe, ANTOCI Dr. Ing. Santi, SCELFO Ins. Santi, TEDESCO Dr. Ing. Giuseppe GIANVECCHIO Giuseppe, SCELFO Ins. SANTI, Sindaco SCELFO Cav. Gioacchino, TEDESCO Dr. Ing. Rosario, DI CHIARA Geom. Nicolò, Commissario provvisorio DI PRIMA Geom. Giuseppe; Sindaco DI PRIMA geom. Giuseppe, Commissario GERACI Dr. Giuseppe, SIGNA Dr. Giuseppe; GANGI-DINO Prof. Dr. Giuseppe, PARROVECCHIO Rag. Antonio.»
Di Paola chiudeva il suo lavoro con un auspicio: che ogni alimenese conoscesse la storia del proprio paese e che questa venisse insegnata nelle scuole. Sessant’anni dopo, grazie alla digitalizzazione, quell’auspicio trova una strada nuova. Perché la memoria vale davvero solo quando è condivisa.
Tutte le altre opere di Salvatore Di Paola sono consultabili nel catalogo del Servizio Bibliotecario Nazionale cliccando qui.
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