Alimena (Pa) – Ancora un falso pretesto per bloccare il Consiglio: il “magico duo” Scrivano-Mascellino colpisce ancora
Mentre i cittadini aspettano risposte e atti fondamentali per la vita dell’Ente, ad Alimena si continua a giocare con interpretazioni e cavilli che sembrano avere un unico obiettivo: impedire al Consiglio comunale di funzionare.
Dopo l’abbandono dell’aula da parte della consigliera Mascellino, che ha di fatto impedito l’elezione del Presidente del Consiglio, i consiglieri Di Gangi, Macaddino, Geraci, Musso e Scelfo (che avevano anche dato la disponibilità a rinviare i punti più controversi come la presa d’atto della nota assessoriale 8981 prevista al punto 1 dell’ ordine del giorno) hanno lasciato l’aula per protesta. Risultato? Niente Presidente, niente Bilancio e un altro Consiglio comunale paralizzato.
Ma la vera perla arriva dall’ennesima interpretazione del “magico duo” Scrivano-Mascellino, sostenuta ancora una volta dalla complicità di un Segretario comunale, Dott. Antonio Cicero, che sembra ormai interpretare le norme a geometria variabile, a seconda di ciò che serve al momento a Scrivano.
La questione riguarda la maggioranza richiesta per eleggere il Presidente del Consiglio. La norma parla chiaramente di “maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio” E allora la domanda è semplice: chi sono, nel momento in cui si vota, i “componenti il Consiglio”? Evidentemente i consiglieri effettivamente in carica, non quelli astrattamente previsti dall’organo nella sua composizione teorica (cioè quelli assegnati pari a 10).
Nel caso di Alimena, con 6 consiglieri effettivamente in carica, la maggioranza assoluta è pari a 4 voti: tre più uno. Non servono formule magiche, né particolari acrobazie interpretative.
E invece no. Ancora una volta si preferisce costruire un ostacolo interpretativo che, se fosse davvero fondato, produrrebbe una conseguenza paradossale: il Consiglio non potrebbe praticamente mai eleggere il proprio Presidente, perché si pretenderebbe una maggioranza calcolata su un numero di consiglieri che, nella realtà, non compongono più l’organo.
È l’ennesimo esempio di una vicenda ormai surreale: anziché trovare il modo di far funzionare le istituzioni, si cercano continuamente nuovi motivi per impedirglielo.
E intanto il bilancio resta lì, i problemi dei cittadini restano lì, il Consiglio resta paralizzato e il Comune continua a consumare energie e risorse in una guerra di cavilli che sembra non avere fine.
La domanda, ormai, non è più soltanto quale interpretazione sia corretta. La domanda è molto più semplice: quanto ancora può sopportare Alimena questa continua distorsione delle regole?




















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