Alimena (Pa) – La minaccia disciplinare dietro il concerto dei Tiromancino. Da “programmazione minima ed essenziale” a circa 70.000 euro in cinque giorni, senza bilancio: come Scrivano ha comandato la spesa che nessun tecnico voleva firmare

Alimena (Pa) - Da “programmazione minima ed essenziale” a 70.000 euro in cinque giorni, senza bilancio, senza un euro alle associazioni. Il “capolavoro tecnico” di Scrivano

Come ha fatto Scrivano a spendere circa 70.000 euro — quasi 46.000 dei quali per i Tiromancino — in appena cinque giorni, senza un bilancio approvato dal Consiglio Comunale?

Il 26 agosto avevamo scritto chiaramente che la festa patronale non poteva diventare il pretesto per continuare a calpestare le regole. Una settimana dopo, possiamo dirlo senza esitazioni: quell’appello è caduto nel vuoto, e i fatti hanno finito per essere anche peggiori di quanto si potesse temere.

Era questo, in fondo, il punto centrale di tutta la vicenda: una domanda che sembrava destinata a restare senza risposta, e che invece una risposta l’ha avuta — arrivata proprio con la determina di affidamento del concerto dei Tiromancino, pubblicata il 2 settembre. Ed è una risposta più profonda di quanto sembri: non un incidente isolato, ma la conseguenza diretta di un preciso metodo di governo.

Tutto nasce da due delibere di Giunta. La prima, la n. 52, adottata il 17 agosto in via d’urgenza per reperire risorse per la festa, senza che fosse mai chiarito in cosa consistesse realmente questa emergenza.

La seconda, la n. 53 del 25 agosto, un atto di indirizzo che — pur dichiarando di non costituire impegno di spesa — ha di fatto invitato gli uffici a verificare la possibilità di spendere fino a 22.000 euro nonostante il Comune si trovi in gestione provvisoria, un regime che per legge ammette solo spese tassativamente limitate. Tradotto: un indirizzo politico che scaricava sui funzionari il compito di trovare, da soli, il modo per aggirare un vincolo che la politica non aveva interesse a rispettare.

E già tra quelle due delibere, il 21 Agosto, ancora prima che si arrivasse al concerto dei Tiromancino, il Comune aveva assunto altri impegni di spesa — per luminarie, addobbi floreali e fuochi d’artificio — imputandoli non ai limiti dei dodicesimi previsti dall’art. 163 del TUEL per la gestione provvisoria, ma a un bilancio 2026 ancora tutto da scrivere. Un’irregolarità apparentemente minore, se paragonata a quanto sarebbe accaduto di lì a poco, ma che segnala come lo schema — spendere ignorando i vincoli della gestione provvisoria — fosse già in atto prima ancora che la vicenda Tiromancino ne portasse alla luce la versione più clamorosa.

Il giorno dopo il concerto dei Tiromancino, il 2 settembre, è arrivata la determina che ha reso pubblico tutto il resto. Il funzionario responsabile ha dovuto mettere per iscritto che il parere di regolarità contabile, da lui stesso richiesto per iscritto al Segretario Comunale, non era mai arrivato — e che al suo posto era arrivato un ordine di servizio del Sindaco che gli imponeva di procedere comunque, sotto la minaccia esplicita di un procedimento disciplinare in caso di mancata ottemperanza.

E c’è un dettaglio che rende tutto ancora più grave: prima ancora che la questione contabile trovasse una risposta — anzi, prima ancora che venisse formalmente posta — il Sindaco aveva già comunicato alla DalVivo Produzioni di aver disposto l’avvio delle procedure per l’affidamento dell’incarico relativo al concerto dei Tiromancino. La decisione, insomma, era già presa e già comunicata all’esterno; la richiesta di parere al Segretario e, poco dopo, la minaccia disciplinare al dirigente sono arrivate soltanto in un secondo momento, come ostacoli da rimuovere per arrivare a un risultato deciso fin dall’inizio. Una determina “disvelatrice”, verrebbe da dire, che chiude un cerchio amministrativo capace di lasciare sbigottiti anche chi ha seguito la vicenda da vicino.

E mentre per il 4 settembre è stato convocato il Consiglio Comunale, Scrivano non si è fermato nel suo surreale ostruzionismo. Ha espresso lui stesso, senza averne la competenza, un parere non favorevole, rimettendo in discussione la necessità di convocare con urgenza la seduta. Come se, finita la festa, il bilancio del Comune non fosse più un’urgenza. Come se l’urgenza di un ente pubblico dipendesse dal calendario degli eventi e non dal fatto, molto più semplice, che senza un bilancio approvato un Comune non può funzionare — né ad agosto, né a settembre.

Messi in fila, questi fatti non raccontano una serie di episodi sfortunati, né semplici tensioni politiche fisiologiche in un piccolo Comune. Raccontano un unico filo conduttore: un Sindaco che, pur di non cedere terreno nello scontro con il proprio Consiglio Comunale, ha finito per sabotare — di riflesso, ma sistematicamente — ogni altro ingranaggio dell’amministrazione. Ha bloccato il Consiglio, e con esso il bilancio. Ha rimosso, nel momento più delicato, l’unica figura che avrebbe potuto garantire l’assistenza tecnico-giuridica necessaria sulla spesa per la festa. Ha scaricato su un dirigente, con la minaccia di un procedimento disciplinare, una decisione che nessun tecnico voleva firmare senza garanzie — dopo aver già comunicato all’esterno che quella decisione era presa. E ora, chiamato a convocare con urgenza proprio il Consiglio che dovrebbe fare luce su tutto questo, nega che l’urgenza esista.

Non è la fotografia di un’amministrazione in difficoltà per cause esterne. È la fotografia di un’inadeguatezza totale a ricoprire il ruolo che si occupa — un’inadeguatezza che non si limita a non risolvere i problemi, ma che li crea, li aggrava, e infine ne scarica il peso su chi ha meno strumenti per difendersi: i funzionari costretti a firmare sotto minaccia, e una comunità a cui i conti vengono presentati solo a cose fatte. Lo avevamo scritto una settimana fa, quando c’era ancora spazio per fermarsi: non l’ha fatto. E allora la domanda che resta, oggi, è più generale e più urgente di qualunque singolo episodio: quanto ancora potrà sopportare Alimena un’amministrazione che continua a trattare le norme come un ostacolo da aggirare, invece che come il limite entro cui muoversi?

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su “Alimena (Pa) – La minaccia disciplinare dietro il concerto dei Tiromancino. Da “programmazione minima ed essenziale” a circa 70.000 euro in cinque giorni, senza bilancio: come Scrivano ha comandato la spesa che nessun tecnico voleva firmare”

  1. La poltrona del podestà scricchiola e il portafoglio a “ Mantice “ del funzionario è seriamente a rischio.
    Organi competenti, intervenite e fate chiarezza, i Cittadini aspettano questo in quanto ricordo che tanti servizi comunali indispensabili sono fermi e tanti cittadini aspettano.
    sindaco non faccia più promesse, le ricordo che ancora bisogna pagare le spese legali rivenienti dalle sentenze Tar/Cga e i danni provocati alla collettività non possono essere recuperati solo con i 3 giorni di festa a cui ella tanto tiene per salire sul palco e pavoneggiare come ha sempre fatto da tante lune. ( tanto i settantamila euro non sono stati presi del suo portafoglio, le ricordo che appartengono a tutta la Comunità).
    I Consiglieri Comunali sono stati spogliati dal proprio ruolo e competenze in virtù delle decisioni assunte dal sindaco quale podestà del comune; interessate gli organi di Vigilanza, la Regione, sua Eccellenza il Prefetto perchè il perdurare di tale situazione distrugge Alimena e la Sua Comunità.
    Il sindaco passata la festa non ha più bisogno ne sente più la necessità di approvare il bilancio a discapito di tutti gli atri servizi fermi e bloccati da rendere a favore della Comunità.
    Alimena è paralizzata a causa delle scelte del sindaco e non sicuramente del Consiglio Comunale, Alimenesi fatevi sentire, non possiamo aspettare la prossima festra patronale, il paese è allo sbando e il tessuto sociale lacerato e annientato.
    Cari Consiglieri Tutti, aspettiamo un Vostro colpo di reni per salvarci.

    Buona Serata Cari Concittadini

    Scipione

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