Alimena (Pa) – L’ostruzionismo di Scrivano non si ferma: ora finiscono nel mirino il Commissario e il Segretario comunale che con una nota lo smentisce.

Alimena (Pa) - L’ostruzionismo non si ferma: ora finiscono nel mirino il Commissario e il Segretario comunale che con una nota smentisce Scrivano.

La seduta del Consiglio Comunale di ieri, 28 agosto, ha consegnato alla comunità di Alimena un’altra pagina che difficilmente potrà essere archiviata come una semplice contrapposizione politica.

Dopo mesi di scontro con il Consiglio Comunale, Scrivano sembra perseverare nella sua strategia di ostruzionismo, arrivando questa volta a determinare la cessazione anticipata dell’incarico del Segretario comunale a scavalco, proprio nel giorno in cui era convocata una delicatissima seduta consiliare.

Ma a rendere ancora più inquietante la vicenda sono state le parole pronunciate dal Sindaco durante la seduta. Parole pesantissime, con accuse rivolte alla Regione e ai suoi funzionari: «favoritismi della Regione nei confronti di una parte politica», «c’è una pressione da parte dell’Assessorato mai vista», «non ho mai visto un Commissario fare tre proroghe», fino a contestare che un Commissario incaricato di approvare il bilancio avrebbe poi messo i «mi piace» sui nostri articoli.

E ancora: «i provvedimenti sembrano essere fatti sempre a misura», «perché i funzionari regionali devono chiamare il Segretario e stressarlo fino al punto a cui siamo arrivati?», fino all’invito: «finitela di pagare i funzionari della Regione che li sappiamo tutti i trucchi».

Accuse di una gravità enorme, che richiederebbero fatti, documenti e circostanze precise. E che diventano ancora più pesanti alla luce della lettera di smentita inviata alla nostra redazione dal Segretario comunale.

Nota Segretario dopo licenziamento Scarica la nota del Segretario Comunale

Il Segretario chiarisce che il proprio incarico di reggenza a scavalco era stato conferito dalla Prefettura di Palermo e che, pertanto, ogni determinazione relativa alla sua cessazione rientrava nella competenza dell’Autorità prefettizia. Smentisce inoltre categoricamente di aver manifestato l’intenzione di sottrarsi alle proprie funzioni o di essere stato «stressato» dalle telefonate dei funzionari regionali.

La ricostruzione fornita è precisa: nella mattina del 28 agosto vi sarebbe stata un’interlocuzione telefonica con il Sindaco sulle modalità di trattazione del Consiglio convocato per quella sera. Al termine della conversazione, il Segretario confermava la propria presenza ad Alimena. Sarebbe stato invece il Sindaco a comunicargli che il rapporto si sarebbe concluso con quella telefonata, preannunciando di fatto l’interruzione della sua attività presso l’Ente.

E c’è un particolare tutt’altro che secondario.

Il Segretario precisa che la sera del 28 agosto era comunque in procinto di recarsi al Consiglio Comunale per svolgere le proprie funzioni, ritenendo ancora in essere l’incarico conferito dalla Prefettura. Soltanto successivamente, poco prima dell’orario di convocazione del Consiglio, gli sarebbe stato notificato il provvedimento prefettizio di cessazione anticipata, con effetto immediato.

A questo punto una domanda è inevitabile: perché portare in Consiglio una ricostruzione che il diretto interessato smentisce così radicalmente?

E soprattutto: perché trasformare ogni confronto politico e amministrativo in una guerra personale, fatta di accuse, insinuazioni, denunce e delegittimazione di chiunque non si adegui?

E subito dopo la Determina di licenziamento del Segretario arriva l’ennesima ordinanza contro il Consiglio

Ma la vicenda assume contorni ancora più inquietanti se si guarda a ciò che accade immediatamente dopo.

Poche ore dopo la cessazione dell’incarico del Segretario comunale, Scrivano firma l’Ordinanza Sindacale n. 62 del 28 agosto, con la quale arriva addirittura a ordinare ai Consiglieri comunali di non trattare i punti all’ordine del giorno relativi all’elezione del Presidente e del Vicepresidente del Consiglio.

Non una semplice presa di posizione politica. Un vero e proprio ordine rivolto direttamente ai consiglieri, accompagnato dalla minaccia che eventuali violazioni vengano segnalate alle Autorità giudiziarie e dall’incarico alla Polizia Municipale di identificare gli eventuali trasgressori, acquisire gli atti e procedere secondo legge.

Un atto che, per la sua portata, merita una immediata e approfondita verifica sotto il profilo della legittimità, perché una cosa è sostenere che manchi il quorum previsto dalla legge per procedere a una votazione; altra cosa è che il Sindaco si attribuisca il potere di vietare al Consiglio Comunale di trattare un punto all’ordine del giorno, arrivando persino a prospettare conseguenze giudiziarie per i consiglieri che non si adeguassero.

E qui torna inevitabilmente alla mente un precedente che Scrivano dovrebbe ricordare molto bene.

Era già stato costretto, a seguito di una diffida assessoriale, ad annullare le precedenti ordinanze che avevano sollevato pesanti rilievi. Ci si sarebbe aspettati, dopo quella vicenda, maggiore prudenza, maggiore rispetto delle competenze istituzionali e soprattutto la volontà di evitare nuovi atti potenzialmente controversi.

Invece no.

Scrivano continua. Senza fermarsi.

E lo fa proprio nel giorno in cui il rapporto con il Segretario comunale viene bruscamente interrotto e mentre il Consiglio Comunale è chiamato a discutere della propria organizzazione e delle proprie prerogative.

Il Segretario, nella sua nota, precisa di non voler entrare nel merito della telefonata intercorsa con il Sindaco. È una scelta che va rispettata. Ma è altrettanto legittimo osservare la singolare sequenza temporale: confronto telefonico nella mattinata, annuncio della cessazione del rapporto e, subito dopo, la pubblicazione di un’ordinanza che interviene proprio sull’attività del Consiglio Comunale.

Non sappiamo se il contenuto dell’ordinanza fosse stato oggetto del confronto telefonico né se il Segretario avesse espresso contrarietà o rilievi. Non possiamo quindi trasformare una coincidenza temporale in una certezza. Ma la domanda politica rimane: cosa è realmente accaduto quella mattina?

Perché se il Segretario non era d’accordo con il contenuto dell’ordinanza, sarebbe necessario capire se e quanto questo abbia inciso sulla decisione di interrompere il rapporto. Se invece non vi era alcun dissenso, sarà lo stesso Scrivano a poter chiarire perché la cessazione dell’incarico sia avvenuta proprio in quelle circostanze e perché, immediatamente dopo, sia arrivato un atto di questa portata.

Una cosa, però, appare ormai evidente: il conflitto tra Scrivano e il Consiglio Comunale non è più soltanto politico. Sta diventando una continua contrapposizione sulle rispettive prerogative istituzionali.

E quando un Sindaco arriva a ordinare ai consiglieri cosa possono o non possono discutere, minacciando di segnalarli alla magistratura e coinvolgendo persino la Polizia Municipale nell’identificazione dei presunti «trasgressori», siamo davanti a una situazione che non può più essere trattata come una normale dialettica politica.

Serve chiarezza. Serve controllo. Serve che gli organi competenti verifichino gli atti.

Perché il Consiglio Comunale non è una dépendance del Sindaco e i consiglieri non sono suoi dipendenti.

Il Sindaco governa l’esecutivo. Il Consiglio esercita le proprie funzioni.

E continuare a confondere questi ruoli, attraverso ordinanze, minacce di segnalazioni e continui tentativi di condizionare l’attività consiliare, non è governare.

È alimentare una guerra istituzionale che Alimena non può più permettersi.

Il paradosso della registrazione

Il paradosso raggiunge livelli quasi surreali anche sulla questione della registrazione della seduta.

Da una parte il Sindaco pretende che le proprie accuse vengano registrate e che la vicenda sulle presunte pressioni dei funzionari regionali — che, secondo la sua ricostruzione, avrebbero portato allo «stress» del Segretario e quindi alla necessità della sua cessazione — possa proseguire anche sul piano giudiziario.

Dall’altra contesta al Presidente pro tempore la validità dell’autorizzazione alla registrazione, definendola completamente nulla.

Insomma: quando la registrazione serve a sostenere la propria posizione, va bene; quando costituisce una garanzia di trasparenza e può documentare integralmente ciò che accade in Consiglio, improvvisamente diventa «nulla».

Questo non è più soltanto uno scontro politico. È un disastro politico, sociale e morale.

E i circa 60.000 euro degli spettacoli chi li paga?

Mentre continua questa guerra istituzionale, Alimena attende ancora una risposta a una domanda molto concreta.

Il bilancio non è ancora stato approvato dal Consiglio Comunale. Eppure sono già stati pubblicizzati con manifesti spettacoli che comporterebbero una spesa complessiva superiore a 50.000 euro.

Come verranno finanziati? Con quali risorse? Attraverso quali atti? E soprattutto: quali funzionari, considerata anche la loro assenza alla seduta consiliare del 28 agosto, saranno chiamati ad assumersi la responsabilità degli eventuali impegni di spesa?

Perché i manifesti possono promettere tutto. Gli impegni di spesa, invece, devono rispettare la legge.

E forse è proprio questo il punto che qualcuno continua a non voler comprendere: un Sindaco non può governare contro le istituzioni, contro il Consiglio, contro i funzionari, contro la Regione e contro chiunque osi dissentire.

Una comunità non può essere costretta a vivere permanentemente dentro una guerra istituzionale.

Alimena è ormai soffocata e intossicata da un “primo cittadino” che sembra non avere più alcun limite, mentre le questioni realmente importanti — bilancio, programmazione, servizi, eventi e responsabilità amministrative — vengono continuamente sommerse dalla polemica.

Ecco perché oggi non basta più assistere in silenzio.

Questa comunità ha bisogno di aiuto e chiede provvedimenti urgenti per mettere fine a questo scempio istituzionale.

Perché Santa Maria Maddalena potrà anche salvare una festa.

Ma nessuna festa potrà salvare un’Amministrazione che continua a perdere, giorno dopo giorno, credibilità, autorevolezza e controllo della situazione.

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3 Commenti
su “Alimena (Pa) – L’ostruzionismo di Scrivano non si ferma: ora finiscono nel mirino il Commissario e il Segretario comunale che con una nota lo smentisce.”

  1. Buongiorno,
    Buona Festa della Nostra Santa Patrona Maria Maddalena o Maria di Magdala.
    Come da sempre il 30 Agosto di ogni anno e da “ tante lune “ l’inizio della Festa della Santa è stato scandito dal fantastico, emozionane e tradizionale scoppiettio dei “ MASCUNA “.
    Oggi ad Alimena siamo in penitenza, la nostra amministrazione comunale ci ha voluto privare di queste emozioni, di tanti ricordi e dalle inebrianti sensazioni da “ MASCUNATA “ che scandisce l’apertura della Festa Patronale, stamattina alle 8:00 Alimena silenziosa, mortificata dall’incapacità dei nostri amministratori che interpretano la Festa Patronale solo con spettacoli e musica, cancellando volutamente quello che ci appartiene.
    L’amministrazione comunale ha ben pensato di festeggiare la Santa Patrona solo con musica, spettacoli , pensando solo al portafoglio degli impresari e dei cantanti escludendo artisti e realtà del loco.
    Siamo veramente sbigottiti e mortificati come la Festa della Santa Patrona di Alimena può essere riconducibile solo al ludico, ai cantanti e alla musica, escludendo artisti e realtà locali come il complesso bandistico o la corrida e foraggiando per solo 3 giorni imprenditori e cantanti per circa 60.000,00 mila Euro che potevano essere spesi per l’intera Estate.
    Vi consiglio di iniziare la raccolta, Vi aspettiamo tutti a braccia aperte così contribuiamo a pagare quello che a voi piace : i cantanti e gli impresari; in maniera particolare aspettiamo il sindaco che non vediamo da tanto tempo in quanto impegnato a firmare ordinanze e ricorsi che sono costati al Comune solo Settantamila euro che potevano essere spesi per programmare saggiamente l’Estate 2026, sindaco ella e la sua giunta non siete per noi Alimenesi una “ figura evocata o personaggi fantasma “ che si affacciano alla vita sociale solo quando vi fa comodo; vi abbiamo votato per amministrare saggiamente, nell’interesse della Comunità e non per lacerare il tessuto sociale ormai evanescente.
    Che la Nostra Patrona, anche senza a MASCUNATA , vi illumini a rassegnare le dimissioni evitando di continuarci a mortificare in maniera silente e distruggere la Comunità.

    Buona Festa e Buona Maddalena 2026
    Un Vostro Concittadino indignato.

  2. Oramai ci sono tutti gli elementi per una rimozione del Vannacci dei noiandri, la comunità aspetta con ansia e speranza questa decisione per liberarsi del despota e voltare finalmente pagina

  3. Buona Sera ai miei Cari Concittadini e Buona Festa della Nostra Santuzza Patrona di Alimena “ Santa Maria Maddalena” .

    Oggi il regalo più bello all’intera Comunità Alimenese lo ha fatto il Dott Valerio Saetta, Ex Segretario del Comune di Alimena fino alla data di ieri e prima che lo scrivano con proprio provvedimento lo licenziasse in quanto erano cessati i rapporti di collaborazione e fiducia; il Dott Saetta con propria nota già visibile nel sito , ha smentito con chiarezza e fermezza quanto affermato dal sindaco in occasione della seduta Consiliare del 29 Agosto 2026. Il dottore Saetta ha smascherato il sindaco evidenziato che quanto affermato pubblicamente dallo stesso è falso e fantasioso .
    Il sindaco ancora una volta mente alla Collettività Alimenese
    Sapete chi mente continuamente come si chiama: bugiardo patologico o mitomane.
    Il problema, come evidenziato dal Segretario è stato ben diverso, il sindaco voleva dettare i tempi e i modi sulla conduzione del Consiglio Comunale evitando l’elezione del Presidente e del Vicepresidente del Consiglio, impedendo ai consiglieri Comunali di approvare e emendare il Bilancio con la paura che svuotassero il capitolo del turismo che, secondo lui e qualche maldestro funzionario si può utilizzare per gli impegni della festa pur in assenza di bilancio di previsione approvato con il Comune in gestione provvisoria.
    Ma vi sembra logico presentare una locandina con gli eventi e gli spettacoli senza impegni di spesa?, forse il sindaco ha scambiato il Nostro Comune come un caveau da dove poter attingere liberamente senza norme e senza regole.
    Abbiamo patito un’intera estate assieme ai pochi turisti che sono venuti subendo la mortificazione che Alimena non avesse un programma e ora il sindaco con la sua compagna assessora si fregiano e si arrogano il merito di avere propinato a noi Alimenesi un programma ricco e favoloso per i tre giorni di festa in onore della Santa Patrona. Ma vi chiedo: dove siete stati i mesi di Luglio e Agosto??? Avete notato lo squallore e le critiche dei nostri concittadini che sono venuti e che sicuramente il prossimo anno non verranno più. Vergognatevi, questa si chiama incapacità amministrativa e non si può sanare il vuoto di un’intera estate con poche serate sperperando denaro pubblico. Poi ci farete il rendiconto delle spese per i pochi giorni di festa, sicuramente la Cittadinanza lo aspetta e lo pretende e vuole chiarezza in merito alle modalità di impegno e pagamento visto che i soldi del bilancio non approvato non possono essere spesi.
    Chiedo alle Autorità competenti e a tutti i Consiglieri di acquisire la documentazione inerente gli impegni di spesa al fine di verificarne la regolarità e il rispetto delle norme da parte del sindaco e dei funzionari comunali ; la stessa dovrà essere inoltrata ai competenti organi di controllo al fine di evitare che Alimena possa diventare la “ Repubblica delle banane”.
    Chiudo perché è tardi e vado a vedere lo spettacolo in quanto invitato dalla fantastica e mitica assessora bausone che sa spendere meravigliosamente i denari della collettività solo per i 3 giorni della festa e che ci ha mortificato e schiaffeggiato tutta l’estate.
    Ricordo alla assessora che Alimena non vive e non può vivere solo 3-4 giorni l’anno.

    Un caro saluto e Buona Festa
    Scipione

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