Alimena (Pa) – Dopo l’ulteriore ordinanza illegittima arriva ora la convocazione del Consiglio Comunale abusiva: il duo Scrivano-Mascellino scavalca il Consigliere anziano e sfida ancora una volta leggi, regolamenti e buon senso. La deriva istituzionale di Alimena
C’è un momento in cui l’allergia al rispetto delle regole smette di apparire come una semplice forzatura amministrativa e diventa qualcosa di molto più grave. Diventa un modo di concepire il potere, un atteggiamento che trasforma la legge in un ostacolo da aggirare anziché nel limite entro cui esercitare le proprie funzioni. Ad Alimena quel momento è stato superato da tempo. Eppure il sipario non cala mai: c’è sempre un nuovo atto, ogni volta più sfrontato del precedente, a dimostrare che Giuseppe Scrivano considera i confini imposti dall’ordinamento — giuridici, istituzionali, etici e perfino logici — poco più che fastidiose formalità.
Dopo la clamorosa ordinanza n. 51, emanata addirittura pochi minuti dopo la notifica del provvedimento del TAR che aveva nuovamente ricordato l’assenza di qualsiasi potere del Sindaco di interferire con le prerogative del Consiglio comunale, sembrava davvero impossibile assistere a qualcosa di ancora più grave. E invece è arrivato l’ennesimo capitolo di una vicenda che continua a trascinare il Comune in un vortice di contenziosi e di umiliazioni istituzionali.
Questa volta il protagonista non è soltanto Scrivano. Accanto a lui ricompare, ancora una volta, Maddalena Mascellino.
Il risultato è una convocazione del Consiglio comunale, da parte del magico duo Scrivano-Mascellino, che lascia senza parole. Non è il Consigliere anziano Giovanni Di Gangi — unico soggetto che, in assenza del Presidente del Consiglio, esercita le relative funzioni secondo l’ordinamento — a convocare l’assemblea. La convocazione viene invece predisposta dal Sindaco e sottoscritta dalla consigliera Maddalena Mascellino, che di fatto esegue e formalizza una scelta che proviene da chi, secondo quanto ripetutamente affermato dal TAR, non dispone di alcun potere di direzione o di interdizione sull’attività consiliare.
In altre parole, Scrivano ordina. Mascellino firma.
Ed è proprio questo il punto più inquietante dell’intera vicenda.
Come può una consigliera comunale prestarsi a un’operazione tanto delicata senza interrogarsi, dopo mesi di pronunce del TAR e del CGA, sulla legittimità di ciò che sta sottoscrivendo? Com’è possibile che un’ingegnere, oggi anche docente di ruolo, continui ad avallare iniziative che si collocano in aperto contrasto con un quadro giurisprudenziale ormai consolidato?
Sono domande che riguardano non soltanto il diritto, ma il senso stesso delle istituzioni.
A rendere il quadro ancora più surreale è il fatto che la convocazione riguarda una consigliera le cui dimissioni risultano protocollate, irrevocabili e comunicate già nei primi mesi del 2026 all’Ufficio ispettivo dell’Assessorato regionale dal Segretario comunale; una posizione sulla quale sono intervenuti decreti assessoriali, provvedimenti commissariali e numerose pronunce del TAR; una questione sulla quale lo stesso Consiglio comunale, nella seduta del 12 giugno, aveva già deliberato la surroga nonostante l’assurdo ostruzionismo del Segretario Comunale.
Eppure si continua a fare finta che nulla sia accaduto.
Come se dieci pronunce tra TAR e CGA non fossero mai esistite.
Come se decine di migliaia di euro di denaro pubblico spesi in contenziosi non avessero alcun peso.
Come se le regole cambiassero a seconda della convenienza del momento.
Ma le anomalie non finiscono qui.
La prima è persino di buon senso prima ancora che giuridica: come si può convocare un Consiglio comunale sapendo di non disporre dei numeri necessari per deliberare? Non è amministrazione. È teatro, e teatro di pessima qualità che produce soltanto ulteriore paralisi, mentre i cittadini attendono risposte concrete e il bilancio, atto dovuto, può comunque essere approvato nei modi previsti dall’ordinamento.
La seconda riguarda l’apparato amministrativo.
Dopo la formale contestazione della convocazione da parte del Consigliere anziano, ci si sarebbe aspettati un intervento netto del Segretario comunale, soprattutto alla luce dei precedenti ormai numerosissimi che hanno visto il TAR censurare gli atti del Sindaco proprio per invasione delle competenze consiliari.
Invece ciò che arriva è una richiesta di chiarimenti.
Nella nota del 28 luglio il Segretario si limita infatti a chiedere al Sindaco di trasmettere la relazione con cui spiegare “le circostanze di fatto” che avrebbero giustificato il ricorso alla consigliera che segue nell’ordine di anzianità per la sottoscrizione della convocazione.
Una richiesta che, inevitabilmente, lascia perplessi.
Il nodo centrale non è infatti conoscere le ragioni che hanno portato a quella scelta.
Il nodo è stabilire se quella scelta fosse giuridicamente possibile.
E proprio su questo punto il Segretario evita di assumere una posizione esplicita, non diffida il Sindaco dal reiterare comportamenti già censurati dalla giustizia amministrativa e rinvia ancora una volta il problema.
È difficile non vedere, in tutto questo, una progressiva rinuncia a quel ruolo di garanzia che l’ordinamento attribuisce al Segretario comunale.
Perché la legalità amministrativa non si tutela soltanto ricostruendo gli eventi dopo che si sono verificati. Si tutela impedendo che atti potenzialmente illegittimi vengano adottati.
Ed è forse questa la fotografia più amara della vicenda.
Da una parte un amministratore che continua, imperterrito, a spingersi oltre i limiti delle proprie attribuzioni, ignorando richiami, decreti e pronunce giudiziarie.
Dall’altra un sistema istituzionale che, invece di rappresentare il necessario argine previsto dalla legge, appare troppo spesso limitarsi a inseguire gli eventi, quando non a trasformare quelle iniziative in atti dell’Ente.
Ed è proprio qui che si misura la gravità della situazione.
Perché uno Stato di diritto non vive soltanto nelle sentenze dei tribunali. Vive soprattutto nella capacità di chi ricopre funzioni pubbliche di fermarsi prima che sia un giudice a ricordargli dove finiscono i propri poteri.
Ad Alimena, purtroppo, continua ad accadere esattamente il contrario.































































Buonasera,
a leggere mi si accappona la pelle, ma poi rifletto e dico: Alimena non ha un sindaco bensì un despota e chi lo circonda farebbe la qualsiasi per le cambiali in bianco firmate e che prima o poi finiranno all’incasso.
Come si può accettare tale comportamento, la casa comunale è diventata una cassaforte per pagare legali e consulenti ( ad oggi spesi circa 70.000,00 mila Euro – Dico Settantamila/00 ) e l’apparato di governo comunale, dico tutto, con la collaborazione, l’avallo e la complicità dei 4 pionieri assessori continua a perseverare nelle scelte finalizzate a distruggere questo Comune senza tenere conto e rispettare il volere della Collettività. Chiedete alla sig.ra mascellino o agli altri cosa li spinge ad avallare le scelte del sindaco; riflettete miei cari Concittadini e fate mente locale e per ogni adepto assessore troverete una valida anzi validissima motivazione ( ahahhahahah povera Alimena ).
La motivazione dell’urgenza sciorinata dal sindaco per la convocazione del consiglio comunale ha anche convinto la consigliera/assessora a tal punto da farle firmare un atto illegittimo riconosciuto tale da chi, fortunatamente , è deputato a far rispettare le leggi e le norme.
Ricordo al sindaco e agli assessori che Alimena non è l’isola delle banane, i soldi devono essere spesi con oculatezza e parsimonia, esclusivamente nell’interesse della Collettività amministrata e non per il raggiungimento di obiettivi o beghe di natura personale.
Alimena ancora senza un bilancio e con le casse vuote; sapete cosa si sono inventati questi pionieri della politica??? Hanno chiesto aiuto a noi poveri contribuenti recapindandoci le bollette della Tari per il pagamento in acconto; bastava non spendere quei settanta mila euro per pagare le spese legali e sicuramente non si sarebbe ricorso a tale manovrina.
Sindaco non giri la frittata accusando la minoranza che tutto quello che succede ad Alimena è colpa Loro, è sotto gli occhi di tutti che la minoranza sta esercitando il proprio ruolo rispettando le regole, le norme e i Cittadini, come si suo dire le stanno facendo ” BALLARE LA SAMPA ” mettendolo al tappeto e alle corde evitando che potesse continuare a governarci come se fossimo dei non vedenti e sordi.
I Cittadini di Alimena non si illudono più dei suoi proclami come finanziamenti a gogò o inaugurazione della casa di comunità, noi Cittadini siamo abituati a soffrire in silenzio e aspettiamo il momento opportuno per darle il ben servito e mandarlo a casa assieme ai suoi 4 paladini.
Dica alla comunità che il bilancio serve per pagare le parcelle degli avvocati che a breve cominceranno a bussare alle porte del Comune e se non pagati, giustamente, si adopereranno per il recupero con atti di pignoramento o accordi transattivi che peseranno ulteriormente sulle casse del Comune e della Comunità, e io pago!!!!!
Alimena non merita ciò, è giunto il momento che lei e l’intera giunta fate un passo indietro evitando ulteriori disastri per la nostra Comunità.
Buona Serata a Lei e ai suoi adepti ( sicuramente siete assieme a magiare una pizza per elaborare altro piano strategico da servirci e presentarci in questa calda, deserta e triste estate Alimenese )
Saluti ai miei cari Concittadini.
SCIPIONE L’AFRICANO
AGGIORNAMENTO – IL COMMISSARIO REVOCA LA CONVOCAZIONE FIRMATA DALLA MASCELLINO
Con un proprio provvedimento, il Commissario ad acta ha disposto la revoca della convocazione del Consiglio comunale del 30 luglio 2026, sottoscritta dalla consigliera Maddalena Mascellino, ritenendola proveniente da un soggetto non legittimato.
Il passaggio centrale del provvedimento è inequivocabile: la convocazione è definita irregolare, poiché l’avviso risulta sottoscritto da un soggetto che non riveste la qualifica di Consigliere anziano, unica figura legittimata alla convocazione in assenza del Presidente del Consiglio. Per questo motivo il Commissario evidenzia che la convocazione non è conforme alle prescrizioni statutarie e che il suo mantenimento avrebbe compromesso la legittimità degli eventuali atti adottati nel corso della seduta.
Si tratta dell’ennesima smentita di una gestione che continua a ignorare le regole fondamentali del funzionamento degli organi comunali.
Dopo le ordinanze sindacali n. 42 e n. 48, già sospese dal TAR perché adottate in assenza dei relativi poteri, si era assistito a un ulteriore tentativo di aggirare l’ordinamento: Giuseppe Scrivano ha deciso di non procedere attraverso il Consigliere anziano, ma di far sottoscrivere la convocazione a Maddalena Mascellino.
Oggi il Commissario certifica che quella scelta era priva del necessario fondamento giuridico.
Non meno significativa è un’altra parte del provvedimento. Il Commissario prende atto che le sedute del 2 luglio e del 16 luglio non si sono celebrate proprio a causa delle ordinanze sindacali successivamente sospese dal TAR, riconoscendo così che quelle iniziative hanno impedito il regolare svolgimento dell’attività consiliare.
Ancora una volta, dunque, i fatti smentiscono una narrazione che da mesi tenta di presentare come legittimi comportamenti che gli organi competenti continuano invece a censurare.
Scarica provvedimento del Commissario ad Acta