Alimena (Pa) – Maria Grazia Stella nominata Vicesindaca: la promozione dopo le dimissioni da Consigliera che hanno contribuito alla crisi del Consiglio Comunale
Ad Alimena, evidentemente, le vicende degli ultimi mesi non rappresentano un ostacolo alla distribuzione degli incarichi amministrativi. Con la Determina sindacale n. 35 del 6 novembre 2026, Giuseppe Scrivano ha nominato Maria Grazia Stella nuova vicesindaca, affidandole la seconda carica dell’esecutivo comunale.
Una scelta che assume un significato politico particolare se riletta alla luce del percorso amministrativo della stessa Stella e del ruolo avuto nella lunga crisi del Consiglio comunale. Non si tratta, infatti, di una nomina come le altre: il suo nome è legato ad alcune delle vicende più controverse e costose dell’attuale amministrazione.
Dalla presidenza del Consiglio alle sconfitte davanti alla giustizia amministrativa
Tutto comincia con la sua elezione a presidente del Consiglio comunale, avvenuta il 18 giugno 2025. Una nomina che l’amministrazione ha difeso in giudizio, nonostante la sua contestata base giuridica, e che è stata successivamente annullata dal TAR con la sentenza n. 2389 del 21 ottobre 2025, con esito poi confermato dal CGA con la sentenza n. 1009 del 17 dicembre 2025, che ha respinto l’appello del Comune.
Il conto per la collettività è stato di circa 14.000 euro di spese legali: agli iniziali 8.500 euro per la difesa davanti al TAR si sono aggiunti oltre 6.000 euro per il successivo ricorso al CGA. Una spesa sostenuta per difendere una nomina che entrambi i gradi della giustizia amministrativa hanno poi bocciato.
E non è finita lì. Dopo la pronuncia del TAR, il sindaco aveva tentato di ripristinare Stella nella precedente carica di vicepresidente del Consiglio attraverso una nuova determina, facendo leva su una presunta reviviscenza automatica dell’incarico, nonostante le dimissioni dalla vicepresidenza fossero intervenute proprio per consentirle di assumere la presidenza. Anche questa iniziativa aveva sollevato ulteriori contestazioni, come ricostruito nelle osservazioni sulla determina sindacale.
Nonostante questo precedente e le conseguenze economiche per il Comune, Scrivano ha continuato a puntare su di lei: prima nominandola assessora, con la revoca dell’incarico precedentemente ricoperto da Vanessa Iannello, come documentato in questa ricostruzione, e ora affidandole anche la carica di vicesindaca.
La Democrazia partecipata e le dimissioni da consigliera
Nel suo percorso amministrativo figura anche la gestione della Democrazia partecipata 2025, oggetto di critiche per le modalità di svolgimento e per le proposte sottoposte alla partecipazione dei cittadini. Tra queste, le luminarie natalizie e il Presepe Vivente, iniziativa riconducibile a una realtà associativa alla quale Stella era stata legata prima del suo ingresso in Consiglio comunale. Una sovrapposizione che aveva sollevato interrogativi sull’opportunità delle scelte e sulla reale autonomia del percorso partecipativo, come già evidenziato nell’articolo La democrazia di bronzo della consigliera Stella.
Ma il passaggio politicamente più significativo resta quello delle dimissioni da consigliera comunale. Stella fu infatti tra i componenti della maggioranza che lasciarono il Consiglio nell’ambito della sequenza di dimissioni che, alla fine del 2025, contribuì a determinare il tentativo di far venir meno le condizioni per il funzionamento dell’organo.
Una vicenda che si inserisce nel quadro del tentativo di dichiarare decaduto il Consiglio comunale e che ha dato origine a un lungo conflitto istituzionale, come ricostruito nell’articolo Il sindaco tenta di sabotare il Consiglio comunale: per stare al gioco si dimettono in massa i suoi consiglieri.
Le successive iniziative della Regione e le pronunce della giustizia amministrativa hanno però rimesso al centro la necessità di garantire il funzionamento del Consiglio, procedere alle surroghe e ristabilire le prerogative dell’organo democraticamente eletto.
Il Comune è ancora senza bilancio, mentre si attendono le sentenze e la Regione valuta la posizione del sindaco
Ed è proprio qui che la nuova nomina assume un significato che va ben oltre la distribuzione degli incarichi. Mentre Stella viene promossa a vicesindaca, il Comune si trova ancora a fare i conti con una situazione istituzionale irrisolta: il bilancio comunale 2026-2028 non risulta ancora approvato e il Consiglio non è riuscito finora a esercitare pienamente le proprie funzioni. Basti ricordare che, nella seduta del 28 agosto – vedi video – l’unico risultato concreto fu l’ennesimo scontro istituzionale, con il tentativo di mettere sotto accusa persino il Commissario e il Segretario comunale, come documentato in questa ricostruzione. Del DUP e del bilancio di previsione, naturalmente, non si riuscì neppure a discutere.
A tenere ancora aperto il capitolo giudiziario sono i ricorsi relativi alle iniziative con cui il sindaco aveva tentato di dichiarare decaduto il Consiglio e impedirne la regolare attività. L’udienza pubblica per la discussione nel merito si è svolta davanti al TAR il 6 ottobre scorso e ora si attendono le relative sentenze.
Le decisioni del TAR sono attese anche dall’Assessorato regionale delle Autonomie locali, nell’ambito del procedimento avviato ai sensi dell’articolo 142 del TUEL e collegato alla posizione del sindaco Scrivano, per il quale è stata prospettata la procedura di rimozione. Un ulteriore fronte istituzionale che si intreccia con le stesse vicende che da mesi impediscono il ritorno alla normalità amministrativa del Comune.
E che la questione abbia ormai superato i confini locali lo dimostrano anche le iniziative parlamentari all’Assemblea regionale siciliana. Sulla vicenda di Alimena sono state presentate due interrogazioni alla Commissione Affari istituzionali dell’ARS, da parte di gruppi parlamentari diversi: la n. 2756, presentata dai deputati di Sud Chiama Nord, e la n. 3747, presentata da undici deputati del Partito Democratico.
Due iniziative distinte che, pur con contenuti e profili differenti, richiamano l’attenzione delle istituzioni regionali sulla gestione del Consiglio comunale, sulle conseguenze delle iniziative adottate dal sindaco e sulle possibili responsabilità amministrative, contabili e giuridiche. Nella seconda interrogazione vengono inoltre sollecitati interventi urgenti dell’Assessorato, compresa la valutazione della procedura di rimozione ai sensi dell’articolo 142 del TUEL.
Una promozione che pone una precisa questione politica
È in questo contesto che arriva la nomina di Maria Grazia Stella a vicesindaca. La stessa amministratrice che ha lasciato il Consiglio nel momento più delicato della sua crisi, dopo essere stata protagonista della controversa vicenda della presidenza, viene oggi investita della seconda carica dell’esecutivo.
La questione, dunque, non riguarda soltanto la legittimità formale della nuova nomina, ma soprattutto il messaggio politico che Scrivano intende trasmettere alla comunità. Quali criteri guidano la scelta dei propri collaboratori? Quale peso viene attribuito alle responsabilità politiche assunte durante la crisi del Consiglio? E come si concilia questa promozione con il ruolo svolto nelle dimissioni che hanno contribuito a compromettere il funzionamento dell’organo rappresentativo dei cittadini?
Mentre si attendono le sentenze del TAR, le determinazioni dell’Assessorato e l’approvazione del bilancio, il sindaco sceglie dunque di rafforzare il proprio esecutivo affidando un incarico di primo piano a una delle protagoniste di questa lunga vicenda.
Una scelta che parla da sé e che, al di là delle giustificazioni dell’amministrazione, merita una valutazione pubblica. Perché gli incarichi possono essere conferiti con una determina, ma la responsabilità politica delle scelte resta davanti ai cittadini.





















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