Alimena (Pa) – Il Sindaco Scrivano non si ferma: altre due bocciature dal TAR (con altre € 3.000,00 di spese legali) e una nuova ordinanza vergognosa. È ora di dire basta.

Alimena (Pa) - Il Sindaco Scrivano non si ferma: altre due bocciature dal TAR (con altre € 3.000,00 di spese legali) e una nuova ordinanza vergognosa. È ora di dire basta.

Il TAR Sicilia ha respinto ieri, 12 maggio, altri due ricorsi del Sindaco di Alimena, portando a sei il totale delle sonore sconfitte giudiziarie. Ma lui non si ferma: avvisato dal suo avvocato ancora prima della pubblicazione ufficiale delle sentenze, ha già firmato una nuova ordinanza per continuare a bloccare tutto. Una condotta che non ha più aggettivi.

Ci sono momenti in cui le parole smettono di bastare. Quello che sta accadendo ad Alimena è uno di questi momenti.

Ieri, 12 maggio 2026, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia ha inflitto al Sindaco Giuseppe Scrivano la sua sesta sconfitta giudiziaria, respingendo due nuovi ricorsi presentati nel disperato — e costosissimo — tentativo di sabotare il regolare funzionamento del Consiglio Comunale.

I provvedimenti sono stati pubblicati oggi, 13 maggio. Ma il Sindaco, prontamente avvisato dal suo legale già nella serata di ieri, non ha perso un secondo: ha firmato e pubblicato immediatamente una nuova ordinanza sindacale — la numero 30 del 12 maggio 2026 — con cui vieta a tutti, commissario ad acta, segretario comunale, vicesegretario, funzionari e dipendenti degli uffici, di dare seguito a qualsiasi convocazione del Consiglio che contenga la surroga della consigliera Mascellino in quanto dimessasi tramite PEC.

Non una retromarcia. Non un momento di riflessione. Non un briciolo di rispetto per le istituzioni che lui stesso dovrebbe rappresentare. Solo un ulteriore, spudorato atto di ostruzionismo.

Le due bocciature del 12 Maggio

I ricorsi respinti ieri sono inequivocabili nella loro chiarezza.

Il primo, ricorso n. 496, era diretto contro il Decreto Assessoriale n. 168 del 13 aprile 2026, con cui la Regione Siciliana aveva rinnovato l’incarico al Commissario ad acta, dott. Giuseppe Petralia. Si trattava, in realtà, di un’estensione dello stesso contenzioso già avviato in precedenza: il TAR aveva infatti già dichiarato legittimo il primo decreto di nomina (n. 70 del 19 febbraio 2026) con il provvedimento n. 160/2026.

Tradotto in modo semplice: si è riproposto lo stesso ricorso, sulla stessa questione, già respinto una prima volta.

E l’esito non poteva che essere identico. Il TAR ha nuovamente rigettato il ricorso, evidenziando chiaramente che i cosiddetti “motivi aggiunti” portati dal Comune erano, in realtà, solo una serie di atti unilaterali del Sindaco, evidentemente finalizzati a ostacolare l’esecuzione del provvedimento regionale.

A chiudere il quadro, anche la condanna alle spese: 2.000 euro, oltre agli oneri accessori.

Il secondo, ricorso n. 911, era stato invece promosso dall’Assessorato Regionale contro le ordinanze sindacali con cui Scrivano aveva fisicamente impedito l’insediamento del Commissario. Il TAR lo ha accolto integralmente, sospendendone gli effetti: gli atti del Sindaco sono chiaramente finalizzati a “paralizzare l’insediamento del Commissario regionale impedendo la definizione di un adempimento obbligatorio per legge“. Condanna alle spese a carico del Comune: ulteriori € 1.000,00 oltre oneri accessori.

Totale di questa tornata: € 3.000,00 di spese legali oltre oneri accessori a carico della collettività di Alimena.

Sei sconfitte. 70.000 euro. E si va avanti.

Questa doppia bocciatura si aggiunge alle quattro precedenti. Il conto complessivo delle spese processuali sostenute con denaro pubblico per cause già perse in partenza supera ormai abbondantemente i 70.000 euro. Soldi dei cittadini di Alimena, un piccolo Comune che certo non può permettersi questo sperpero, bruciati in un’interminabile sequenza di ricorsi che anche un bambino avrebbe potuto prevedere come perdenti.

E si noti che nella sola giornata di ieri sono stati discussi al TAR tre ricorsi – ne manca uno di cui si attende la pubblicazone – mentre oggi altri due sono stati portati davanti al CGA. Le relative sentenze sono attese in queste ore. Il numero delle bocciature è destinato a crescere ulteriormente.

Prospetto aggiornato al 13/05/2026 spese legali contenziosi inutili Scrivano:

La domanda che tutti si fanno

La questione giuridica è ormai chiara oltre ogni ragionevole dubbio: la mancata effettuazione delle surroghe è un adempimento obbligatorio per legge, e il potere sostitutivo regionale è pienamente legittimo. Lo ha detto il TAR, lo ridice il TAR, e lo dirà ancora. Non è una questione interpretativa. Non è un punto controverso.

Allora la domanda è inevitabile: perché questo voler sabotare a tutti i costi il Consiglio Comunale?

Incapacità di comprendere ciò che è scritto nero su bianco in sentenze cristalline? O piuttosto una prepotente strategia deliberata di guadagnare tempo a ogni costo – peraltro senza sapere a quale scopo – scaricandone il prezzo sui cittadini? In entrambi i casi siamo di fronte a qualcosa di inaccettabile. Nel primo, a una inadeguatezza clamorosa alla carica ricoperta. Nel secondo — “eccesso di potere per travisamento dei fatti, difetto assoluto dei presupposti di legge, sviamento della causa tipica e arbitrarietà manifesta” — a qualcosa di ancora più grave.

La nuova ordinanza: l’ultimo atto di un’amministrazione fuori controllo

L’ordinanza sindacale n. 30 del 12 maggio 2026 è la risposta di Scrivano alle due bocciature di ieri. Firmata prima ancora che le sentenze venissero pubblicate ufficialmente, essa raggiunge un livello di sfrontatezza istituzionale che lascia senza parole: non si rivolge soltanto ai dipendenti comunali, ma — incredibilmente — pretende di impartire ordini direttamente al Commissario ad acta nominato dalla Regione Siciliana, come se il Sindaco avesse su di lui un qualche potere gerarchico. I sei punti dispositivi dell’ordinanza parlano da soli:

  1. Divieto di convocazione del Consiglio Comunale al dott. Giuseppe Petralia, qualora tra i punti all’ordine del giorno figurino surroghe di consiglieri dimessisi via PEC.
  2. Divieto di insediamento a commissari ad acta, già nominati o da nominare, se il provvedimento contiene surroghe di consiglieri dimessi a mezzo PEC.
  3. Divieto di accettare proposte consiliari contenenti surroga di consiglieri dimessi tramite PEC.
  4. Validità riconosciuta esclusivamente alle dimissioni presentate personalmente e in forma cartacea presso gli uffici comunali.
  5. Ordine al Segretario comunale, al Vicesegretario e ai dipendenti degli uffici comunali di osservare quanto disposto con la presente.
  6. Obbligo di attenersi al parere dell’Assessorato prot. n. 5366 del 27/03/2026, secondo cui le dimissioni presentate per PEC sarebbero improcedibili e prive di efficacia giuridica.

Si rilegga con attenzione il punto 1 e il punto 2: un Sindaco di un piccolo Comune siciliano che intima a un Commissario nominato dalla Regione — organo sovraordinato, nominato proprio perché il Sindaco non ha adempiuto ai suoi obblighi di legge — di non convocare il Consiglio e di non insediarsi. È come se un debitore insolvente intimasse all’ufficiale giudiziario di non varcare la soglia di casa. Non esiste nell’ordinamento italiano alcun titolo giuridico che consenta a un Sindaco di dare ordini a un Commissario ad acta regionale. Nessuno. Il Commissario non è un suo sottoposto. Non gli deve obbedienza. È esattamente il contrario: è la risposta istituzionale alla sua inadempienza nominato proprio per sopperire alla sua paralisi deliberata.

Il pretesto — perché di pretesto si tratta — è sempre lo stesso: il presunto “vizio di forma” nelle dimissioni della ex-consigliera Maddalena Mascellino, che aveva rassegnato le proprie dimissioni via PEC il 28 dicembre 2025. Quattro mesi dopo quella data, come già ampiamente documentato e smontato punto per punto in un precedente articolo, il Sindaco ha improvvisamente “scoperto” che quelle dimissioni sarebbero invalide per un difetto di forma. Una scoperta clamorosamente tardiva e giuridicamente insostenibile.

Eppure, nonostante tutto questo, il giorno stesso in cui il TAR respinge due ricorsi su questa identica materia, Scrivano firma una nuova ordinanza fondandosi ancora su quel pretesto — e lo fa estendendola persino al Commissario regionale, con una pretesa di autorità che non ha alcun fondamento nell’ordinamento e che il TAR ha già definito, nei suoi contenuti sostanziali, come finalizzata a “paralizzare” il funzionamento delle istituzioni.

Riesumare dopo quasi quattro mesi le dimissioni di una consigliera mai contestate per tutto il tempo in cui facevano comodo — per usarle come ariete contro le istituzioni regionali, i provvedimenti del TAR e persino contro il Commissario ad acta in persona, è qualcosa che va al di là dell’errore procedurale. È la prova plastica di un metodo: cambiare il pretesto ogni volta che quello precedente viene demolito, scaricandone il costo — in termini di spese legali, di paralisi istituzionale e di dignità dell’ente — sulla comunità di Alimena.

Ma chi si crede di essere? Con questa insistenza nel produrre ordinanze illegittime, Scrivano non sta esercitando un potere: sta costruendo con le proprie mani le basi per la sua rimozione d’ufficio. Ogni atto di ostruzione nei confronti di un Commissario regionale e ogni elusione di ordinanze da parte della giustizia amministrativa sono mattoni in più in quella direzione. E a questo punto sarebbe ingenuo pensare che le autorità competenti — Prefettura, Assessorato, e se necessario il Ministero dell’Interno — non stiano tenendo il conto.

Nuova vergognosa ordinanza

Ma c’è un altro destinatario di questo messaggio, che non può essere ignorato: i funzionari comunali. Segretario, Vicesegretario, Responsabili e dipendenti degli uffici. A loro va detto con chiarezza: è ora di svolgere le proprie funzioni, quelle per cui sono pagati dai cittadini, non dal Sindaco. L’ordinanza che viene loro notificata non ha copertura giuridica per quanto riguarda il Commissario regionale, e ottemperare a disposizioni illegittime che eludono norme dettate da organismi gerarchicamente superiori — TAR, Assessorato Regionale, Commissario ad acta — non è un atto dovuto: è un rischio personale e professionale serio. Chi ostruisce l’attività di un organo istituzionale legittimamente nominato non è al riparo da conseguenze solo perché ha ricevuto un’ordinanza dal proprio Sindaco. La gerarchia delle fonti non funziona così, e i funzionari pubblici lo sanno — o dovrebbero saperlo.

Sarebbe ora, dunque, di dimostrare almeno una volta un po’ di dignità professionale. Senza farsi intimidire da ritorsioni e minacce provenienti da un Sindaco che, alla luce di tutto quello che è accaduto, ha i giorni contati. Chi ha paura di lui oggi rischia di dover rispondere delle proprie omissioni domani, davanti a istituzioni che non accettano “stavo seguendo gli ordini del Sindaco” come giustificazione valida.

Non ci sono più margini

Non esistono più margini di comprensione, né spazio per ulteriori attese. La strada è una sola: dimissioni immediate. Per rispetto verso i cittadini di Alimena, verso le istituzioni democratiche, verso i consiglieri comunali il cui diritto alla surroga viene calpestato da mesi. Per dignità, ammesso che ne resti ancora qualcuna.

In assenza di questo gesto minimo di responsabilità, si creano concretamente i presupposti del ricorso diretto al Presidente della Repubblica, per la rimozione d’ufficio di chi ha trasformato la carica di Sindaco in uno strumento di ostruzionismo sistematico contro le istituzioni dello Stato.

Alimena merita di meglio. I suoi cittadini meritano un Consiglio Comunale che funzioni. E quei 70.000 euro gridano vendetta rispetto ad una farsa di proporzioni bibliche.


P.S: una curiosità: come mai Salvatore Scelfo, a cui da oltre sette mesi viene negato il diritto di surroga, e Rosario Musso, capogruppo di Minoranza e già candidato alla carica di Sindaco, non si sono costituiti in giudizio nel ricorso di Scrivano contro i decreti assessoriali che nominavano il commissario ad acta per effettuare le surroghe?


Le sentenze TAR n. 283/2026 (ricorso 496) e n. 289/2026 (ricorso 911) sono state pubblicate il 13 maggio 2026. L’ordinanza sindacale n. 30 del 12 maggio 2026 è affissa all’Albo Pretorio on-line fino al 27 maggio 2026.

Torna su

Tag:



TRADUCI ARTICOLO


Lascia un commento

Prima di essere pubblicati saranno approvati dal moderatore



ARTICOLI CON LO STESSO TAG
  • 27 Maggio, 2026
    Alimena (Pa) – Tombola: nona bocciatura in tribunale per il Sindaco. Il TAR chiude il cerchio e svela tutta la farsa
  • 22 Maggio, 2026
    Alimena (Pa) – Otto bocciature su nove. Altro doppio schiaffo anche dal CGA (altre 2.000 euro di condanna oltre spese generali e accessori). Dimissioni immediate
  • 8 Maggio, 2026
    Alimena (Pa) – La diseducazione istituzionale: i mini consiglieri nell’aula dove il Consiglio non può riunirsi. Prevista per il 13 Maggio la fine di tutta questa assurda farsa
  • 29 Aprile, 2026
    Alimena (Pa) – Il PUG senza il Paese: quando la partecipazione democratica diventa uno slogan
  • 23 Aprile, 2026
    Alimena (Pa) – Il teatro dell’assurdo: vice-segretari “a gettone”, il doppio ruolo della Mascellino e ricorsi senza fine
  • 20 Aprile, 2026
    Alimena (Pa) – Ecco perché la tesi del Sindaco sulla riesumazione delle dimissioni della ex-Consigliera Mascellino per “vizio di forma” non sta in piedi e rappresenta solo un’altra sporca farsa, peggiore di quella sulla decadenza del Consiglio.
  • 14 Aprile, 2026
    Alimena (Pa) – Nuovo decreto di Schifani: surroga obbligatoria anche per la Mascellino. Scrivano risponde con una nuova ordinanza e ripropone la convocazione-farsa della ex-consigliera. Intanto il conto di queste follie giudiziarie sfiora i 70.000 euro.
  • 9 Aprile, 2026
    Alimena (Pa) – Scrivano tradisce le indicazioni del TAR e non procede alle surroghe. Addirittura a convocare il Consiglio Comunale è la ex-Consigliera, soggetto privo di titolo e competenza, Maddalena Mascellino
  • 1 Aprile, 2026
    Alimena (Pa) – Il ricorso al CGA e le manovre, in combutta con la Consigliera Mascellino, per bloccare la mozione di sfiducia
  • 25 Marzo, 2026
    Alimena (Pa) – Doppia bocciatura del TAR: annullate le ordinanze del Sindaco e confermata la legittimità del decreto assessoriale per procedere alle surroghe e ripristinare il Consiglio Comunale
  • 27 Febbraio, 2026
    Alimena (Pa) – Il TAR respinge la sospensiva: prima bocciatura per il Sindaco sul ripristino del Consiglio
  • 22 Febbraio, 2026
    Alimena (Pa) – Oltre ogni limite: il Sindaco ordina di impedire l’insediamento del Commissario ad acta nominato da Schifani
  • 19 Febbraio, 2026
    Alimena (Pa) – Fallito il “golpe” di Scrivano al Consiglio Comunale. Il Presidente della Regione Schifani nomina un Commissario ad acta per procedere alle surroghe. Già pronta la mozione di sfiducia.
  • 9 Febbraio, 2026
    Alimena (PA) – La Giunta privata: il Sindaco Scrivano nomina assessora la sua compagna convivente.
  • 29 Gennaio, 2026
    Alimena (Pa) – Un mistificatore seriale: quando la prepotenza ignorante diventa metodo di governo. Invalide le dimissioni della Consigliera Guarrera. Per la terza volta consecutiva negato l’accesso all’aula consiliare.

  • << PRECEDENTE
    SUCCESSIVO >>


    Torna su






    Ultime News SITI AMICI