Alimena (Pa) – Il PUG senza il Paese: quando la partecipazione democratica diventa uno slogan

Alimena (Pa) - Il PUG senza il Paese: quando la partecipazione democratica diventa uno slogan

C’è un momento in cui persino le buone notizie diventano cattive notizie, se arrivano nel modo sbagliato e nel contesto sbagliato. Il Piano Urbanistico Generale è uno strumento che Alimena aspetta da decenni — il PRG vigente risale al 1988, trentotto anni fa — e che ridisegnerà per i prossimi vent’anni il volto del territorio, le possibilità edificatorie, la vocazione delle aree agricole, la salvaguardia dei beni storici, lo sviluppo delle attività produttive. In astratto, l’avvio del procedimento è una notizia positiva. In concreto, il modo in cui questa amministrazione lo ha avviato è l’ennesima conferma di come, ad Alimena, gli strumenti democratici vengano sistematicamente svuotati del loro contenuto.

La legge dice partecipazione. La Giunta fa un avviso da 30 giorni.

La L.R. 19/2020 — la norma regionale sul governo del territorio che disciplina il procedimento di formazione del PUG — è esplicita. L’art. 6 colloca la partecipazione tra i principi fondamentali dell’intera attività di pianificazione: la legge parla di “ascolto attivo delle esigenze“, di “dibattito pubblico sugli obiettivi generali“, di coinvolgimento “a tutti i soggetti pubblici e privati nonché alle associazioni e organizzazioni“. Non è un’indicazione di stile: è un principio architettonico dell’intero procedimento.

L’art. 26, comma 3, disciplina più nel dettaglio la fase di avvio: prima della progettazione vera e propria, il comune è tenuto a promuovere la partecipazione attraverso la pubblicazione di un avviso sul sito web, ma anche attraverso il coinvolgimento diretto dei soggetti interessati — enti pubblici, ordini professionali, organizzazioni rappresentative di interessi economici, sociali, culturali e ambientali. Le stesse Linee Guida regionali approvate con D.A. n. 116/GAB del 7 luglio 2021 — quelle che la delibera n. 28/2026 cita come riferimento — dedicano un’intera sezione alla partecipazione, sottolineando che essa deve avvenire “ancor prima della fase di progettazione del piano” e che il coinvolgimento dei soggetti interessati non può esaurirsi nel solo momento di avvio.

Cosa ha fatto invece la Giunta di Alimena? Ha approvato l’atto di indirizzo il 20 aprile, ha pubblicato l’avviso di partecipazione il 23 aprile, ha fissato un termine di trenta giorni per la presentazione di osservazioni e proposte. Fine. Nessun incontro preliminare con le associazioni di categoria delle attività produttive e agricole. Nessun confronto con gli attori culturali, accademici, della ricerca. Nessun tavolo con i servizi sociali, il terzo settore, le organizzazioni ambientaliste. Nessuna assemblea pubblica. Nessun forum partecipativo — strumento espressamente previsto dall’art. 26, comma 3, della stessa legge a cui l’atto di indirizzo si richiama.

I cittadini hanno trenta giorni per mandare una PEC o depositare una lettera al protocollo. Come si fa con le osservazioni a un bando di gara.

Il perché di questa fretta: un bando che scade

La ragione della corsa è documentata negli atti stessi. Il Comune di Alimena ha partecipato all’avviso del Dipartimento Regionale dell’Urbanistica — D.D.G. n. 46 del 16 marzo 2026, pubblicato sulla GURS del 3 aprile 2026 — per ottenere contributi regionali per la formazione del PUG, fino a 55.000 euro per l’anno in corso, con possibilità di richiederne altri negli esercizi successivi. Per partecipare, era necessaria “una deliberazione della Giunta comunale riportante il costo preventivato per la redazione dello strumento urbanistico e l’importo del contributo richiesto“. Era anche necessario aver già avviato il procedimento.

Tutto questo spiega l’urgenza: l’atto di indirizzo del 20 aprile, l’avviso di partecipazione del 23 aprile, la delibera n. 29/2026 di approvazione del preventivo di spesa — 83.454 euro oltre IVA e oneri previdenziali — nella stessa seduta del 23 aprile. Una sequenza compressa in tre giorni per centrare la finestra del bando. La partecipazione democratica, in questo schema, non è un prerequisito del processo: è un adempimento formale da espletare in parallelo alla corsa amministrativa, con il minimo indispensabile per non incorrere in vizi procedurali (la scadenza per la richiesta dei contributi è fissata infatti per il prossimo 03 Maggio).

Il risultato è che Alimena partecipa a un bando per finanziare la redazione del proprio Piano Urbanistico Generale senza che la comunità — quella vera, fatta di agricoltori, artigiani, professionisti, associazioni, famiglie — abbia avuto voce in capitolo su cosa quella comunità voglia che il piano preveda o ne abbia avuto un minimo di “conoscenza” prima di poter “esprimere suggerimenti, proposte o eventuali osservazioni“.

Il vicesegretario “a chiamata” siede alle sedute che decidono il futuro del territorio

Ma c’è un elemento che rende questa vicenda ancora più grave, e che non può essere ignorato. Le delibere di Giunta che hanno avviato il procedimento del PUG — l’atto di indirizzo del 20 aprile e l’approvazione dei preventivi del 23 aprile — sono state adottate con la partecipazione di un Vicesegretario nominato in modo giuridicamente contestabile.

Lo stesso Sindaco, nelle determine n. 14 del 16 aprile, n. 16 del 20 aprile e n. 17 del 23 aprile, ha riconosciuto esplicitamente che il Dott. Antonio Cicero non può più svolgere stabilmente le funzioni di Vicesegretario perché ha raggiunto il limite massimo di 36 mesi previsto dall’art. 3, comma 6-quater, del D.L. n. 44/2023 convertito in Legge n. 74/2023. La soluzione adottata è stata quella di spezzettare l’incarico: tre nomine distinte in sette giorni, ciascuna limitata alla singola seduta di Giunta, ciascuna con lo stesso identico testo, lo stesso soggetto, la stessa copertura verbale della Prefettura (“per le vie brevi“) — che non equivale ad alcun parere formale scritto e motivato — e la stessa clausola “senza oneri economici”.

Il diritto amministrativo non funziona così. Se non puoi svolgere una funzione, non puoi farlo né stabilmente né a spezzoni. Cambiare la forma non cambia la sostanza. La figura del “vicesegretario per una seduta” non esiste nell’ordinamento. E la ripetizione dell’escamotage a distanza di pochi giorni non è una soluzione emergenziale: è un sistema. Un sistema che, se fosse giuridicamente valido, renderebbe il tetto dei 36 mesi lettera morta, aggirabile all’infinito seduta per seduta. Il che è esattamente la ragione per cui non lo è.

Le conseguenze non sono teoriche. Se la nomina del Vicesegretario è illegittima, lo sono potenzialmente anche le sedute di Giunta a cui ha assistito, e quindi gli atti adottati in quelle sedute. Inclusi gli atti che avviano il procedimento del PUG.

Un piano urbanistico che nasce su basi procedurali contestabili, senza la partecipazione che la legge prescrive, è un piano esposto a impugnazioni e a contenziosi futuri. Esattamente come tutti gli altri atti di questa amministrazione, adottati in sedute di Giunta assistite dalla “creativa” figura del vicesegretario “a gettone”, che — dopo anni di incarico e pur essendo teoricamente posto a garanzia della legalità — non ha sollevato alcuna obiezione rispetto a un ruolo quantomeno discutibile.

Vale la pena ricordare, inoltre, che l’assenza del segretario comunale — oggi utilizzata come alibi per queste forzature — è il risultato diretto di un’altra vicenda altrettanto grave: la revoca illegittima della segretaria reggente, avvenuta durante la già nota vicenda della illegittima nomina a Presidente del Consiglio della ex-consigliera (almeno sino ad oggi) Maria Grazia Stella, un atto talmente fuori dai binari da richiedere l’intervento dell’ANAC e della Prefettura, che speriamo possa intervenire anche in questo caso a spiegare che cosa il Sindaco intenda per “vie brevi“.

Un piano per chi, deciso da chi

C’è poi la questione politica, che è la più importante di tutte. Il PUG di Alimena non sarà approvato dalla Giunta. Sarà adottato e approvato dal Consiglio Comunale, come prevede l’art. 26, comma 1, della L.R. 19/2020: il piano è “redatto dal comune ed è adottato ed approvato dal Consiglio Comunale [..], sulla base delle direttive impartite dalla Giunta Comunale attraverso apposito atto di indirizzo.” Detto altrimenti: la Giunta dà le direttive, il Consiglio approva.

Ma il Consiglio Comunale di Alimena non funziona. Non funziona perché il Sindaco ha bloccato per mesi le surroghe dei consiglieri dimissionari, ha prodotto ordinanze annullate dal TAR, ha resistito ai decreti dell’Assessorato Regionale, ha emesso sempre il 20 aprile un’ordinanza per impedire l’insediamento del Commissario ad acta nominato dalla Regione per fare ciò che lui si rifiuta di fare. Il Consiglio che dovrà approvare il piano — quello nella sua composizione legittima, con i seggi surrogati — non esiste ancora, perché il Sindaco lo impedisce.

In questo quadro, avviare il procedimento del PUG non è un atto di lungimirante pianificazione territoriale: è un atto che — consapevolmente o no — proietta le scelte di questa “non-maggioranza” sul futuro del territorio in un momento in cui l’organo democraticamente legittimato a sindacare quelle scelte è stato sabotato.

I cittadini servono solo al momento del voto

Il titolo di questo articolo non è una boutade polemica. È la sintesi di uno schema che si ripete. La partecipazione democratica viene invocata nei documenti ufficiali — l’atto di indirizzo cita i “principi di sostenibilità“, il coinvolgimento della “comunità“, il rispetto delle “esigenze delle generazioni presenti e future” — e ignorata nella pratica. Trenta giorni per mandare una PEC, per un piano che ridisegnerà il territorio per i prossimi vent’anni. Nessun incontro, nessun forum, nessun tavolo con chi quel territorio lo vive, lo lavora, lo abita.

La comunità di Alimena ha diritto a un Piano Urbanistico Generale. Ha diritto a uno strumento serio, partecipato, costruito su una visione condivisa del territorio che rispetti la sua storia agricola, valorizzi il suo patrimonio storico, sostenga le sue attività economiche. Ha diritto che quel piano venga redatto con un Consiglio Comunale funzionante, con un Segretario stabile, con un procedimento che rispetti le norme che prescrive. Non ha diritto a uno strumento avviato di corsa per centrare un bando, adottato da una Giunta assistita da un Vicesegretario nominato in modo contestabile, in assenza di qualsiasi autentico coinvolgimento della società civile.

In chiusura, resta un’altra curiosità: per quale ragione l’Assessora Mascellino — da pochi giorni “riesumata” anche nel ruolo di consigliera dal divino Scrivano — ha scelto di astenersi dal voto sulla delibera di approvazione dei preventivi di spesa?


Documenti di riferimento: Deliberazione di Giunta Comunale n. 28/2026 del 20/04/2026 (Atto di Indirizzo PUG); Deliberazione di Giunta Comunale n. 29/2026 del 23/04/2026 (Approvazione preventivi di spesa PUG); Avviso Pubblico di Partecipazione al PUG, 23/04/2026, a firma Ing. Angelo Mascellino; Determine Sindacali n. 14, 16 e 17 del 16, 20 e 23 aprile 2026 (nomine Vicesegretario); art. 6 e art. 26 L.R. 19/2020 “Norme per il governo del territorio”; D.A. n. 116/GAB del 7 luglio 2021, Assessorato Regionale Territorio e Ambiente (Linee Guida PUG); D.D.G. n. 46 del 16 marzo 2026, Dipartimento Regionale dell’Urbanistica (contributi formazione strumenti urbanistici); art. 3, comma 6-quater, D.L. n. 44/2023 conv. in L. n. 74/2023.

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